È Stata la Mano di Dio

È Stata la Mano di Dio - Paolo Sorrentino, 2021


Voto medio: 4,00

“A tien ‘na cosa ‘a raccuntà?”

Il panorama artistico italiano ci ha regalato, in poco tempo, due prodotti così distanti, eppure, così analoghi nelle intenzioni. Trattare il lutto, farlo diventare arte. Ed è così che da una parte Michele Rech (aka Zerocalcare) diventa portavoce di una generazione di non raccontati con la serie animata “Strappare lungo i bordi”, mentre dall’altra Paolo Sorrentino sceglie di fare il regista: “È Stata la Mano di Dio”.

L’amore per la settimana arte permea quest’opera che risulta raffinata nella messa in scena. La vuotezza de “La Grande Bellezza” è stata sostituita da un’opera piena di affetto, il cui valore estetico si ritrova nei dialoghi più che negli scenari delle abitazioni di una Napoli anni ’80. Una città che vive tra due contraddizioni, la bellezza dei paesaggi del suo golfo e i tristi vicoli che ospitano il cuore pulsante della società di cui Sorrentino vuole raccontare. La prima parte è una forte allegoria dell’introspezione del protagonista. Fabio Schisa è un giovane senza amici che vive la quotidianità di una vita borghese agiata con genitori e parenti, vivendo situazioni sospese tra sogno e realtà. Ritroviamo Fellini. Le quattro mura della casa sono la perfetta esemplificazione di una introversione nel quale Fabietto vive, ed è per questo che “Daniela sta sempre in bagno”.

DANIELA MA QUANDO ESCI DA QUESTO BAGNO? E così finalmente Daniela è uscita. Il registro muta dopo un determinato avvenimento che cambierà la vita del protagonista, gli scenari urbani vengono allontanati in favore di paesaggi ampi e ariosi, quasi infiniti. Gli orpelli artistici vengono ridotti, la commedia diventa dramma. Il teatro napoletano diventa cinema. Un film delicato che sa mischiare i generi e omaggiare i grandi del passato. La summa del lavoro d’autore di Sorrentino che parla di un tempo sempre caro nella sua filmografia mescolandolo con una componente fortemente autobiografica.

Presentato in anteprima alla 78° Mostra internazionale di arte cinematografica a Venezia il film è stato accolto positivamente dalla critica internazionale. La pellicola avrà, quindi, una distribuzione mista: limitatamente in sala per un breve periodo per poi affacciarsi sulla grande N, il colosso dello streaming statunitense. Seppur sia un film la cui estetica si faccia preferire sul grande schermo, bisogna comunque considerare che la portata di pubblico di Netflix permetterà sicuramente all’ultima opera di Sorrentino di essere apprezzata da un pubblico più ampio.

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