“Lui mi salvò la vita, sapete? Trent’anni fa fui accoltellato in un bazar a Calcutta, lui mi portò in spalla fino all’ospedale.”
“Chi ti aveva accoltellato?”
“Sempre lui!”

Se avevate il dubbio che Wes Anderson fosse ossessionato nell’esporre rapporti di famiglia critici, ora ne avete la prova: la famiglia Tenenbaum è il ritratto familiare più colorato e variegato che possiate immaginare, dipinto alla maniera tipica del regista americano. Colori contrastanti, situazioni e personaggi che definire “particolari” è poco e soprattutto un clima nostalgico che pervade sin dall’inizio la pellicola.

Royal Tenenbaum (Gene Hackman) è un marito sciagurato, padre di tre figli prodigio. Chas è un genio della finanza, Richie un campioncino di tennis e Margot, adottata, una drammaturga dal talento importante. Già in giovanissima età, i tre erano celeberrimi in tutto il mondo. Poi accade che Etheline (Anjelica Huston), la madre, si stanchi delle scappatelle del marito e lo cacci di casa. Si esaspereranno così i lati “oscuri” dei tre fratelli, da sempre vissuti nella bambagia ma con un padre degenere. Margot (Gwyneth Paltrow) diventerà una depressa ex scrittrice sposa di un vecchio e noioso psicologo (Bill Murray); Richie (Luke Wilson) mollerà il tennis nel suo momento più importante, autoesiliandosi dal mondo ma soprattutto dalla famiglia; Chas (Ben Stiller) arriverà ad essere un padre ipermaniacale, un po’ per la mancanza del ruolo paterno nella sua infanzia e un po’ per la tragica scomparsa della moglie. Un “bel” giorno, Royal decide di redimersi e cercare di recuperare un rapporto mai avuto con i figli: torneranno tutti a casa per le ultime settimane di vita del capofamiglia, intenzionato a ristabilire l’armonia da sempre mancante più per fini di gelosia ed egoismo che per altro.

Irriverente ritratto di una famiglia iper-caratterizzata. Non vedrete scene “spassose” da film americano, come le premesse lasciano intendere. Vedrete il genio tragicomico di Wes Anderson in azione nel suo campo preferito: la famiglia. Da vedere, magari appunto circondati dai propri parenti più stretti!