Rapina a Stoccolma

Stockholm - Robert Budreau, 2018


Voto medio: 4,10

Film consigliato

DURATA: 92 minuti
GENERE: Commedia, Drammatico, Storico
CAST: Noomi Rapace, Ethan Hawke, Mark Strong, Christopher Heyerdahl, Bea Santos.

“Tratto da un’assurda storia vera.”

Avete mai sentito parlare della Sindrome di Stoccolma (dipendenza patologica dal carnefice)? Il termine è legato ad un evento che sconvolse Stoccolma negli anni ’70 e il regista Robert Budreau ci regala un’originalissima ricostruzione. Jan-Erik Olsson, nel film Lars Nystrom (interpretato da uno strepitoso Ethan Hawke), uomo di 32 anni evaso dal carcere di Stoccolma, nell’agosto del 1973 tentò una rapina alla Kredit Bank di Stoccolma. Fin qui nulla di strano, se non che si presentò con un travestimento ridicolo e con un fare decisamente anomalo, capace di conquistare subito i cuori degli spettatori:

Poliziotto: “Signora! È ferita?”
Lars: “Ma che ferita! Ha un crampo, datele una banana!”

Budreau afferma di aver avuto difficoltà nel rendere credibile una storia che superava la finzione in quanto assurdità, ed effettivamente ha tutta l’aria di essere una commedia. Ma non lo è. O meglio, il film oscilla di continuo tra il crime e il comic. Il protagonista è evidentemente indeciso su chi vuol essere e apparire: il cattivo e spaventevole rapinatore oppure un uomo segnato dal proprio passato e innamorato perso di uno degli ostaggi, la segretaria Bianca?

Pur essendoci alcuni caratteri tipici dei film sulle rapine e del thriller, alla fine si rileva fondamentalmente uno studio sui personaggi, una storia d’amore sovversiva tra un criminale folle e divertente e una madre di famiglia all’antica, oltre ad essere un dramma psicologico. Si coglie subito l’animo buono, esageratamente buono di Lars. Man mano di spoglia, gli effetti delle droghe calano e ci appare un uomo dolcissimo e fragile. Gli ostaggi non ci mettono molto a comprenderlo e si schierano dalla sua parte, rivoltandosi contro le autorità. È questo il fenomeno che gli psicologi hanno definito Sindrome di Stoccolma.

L’attore fa uno sforzo non da poco per riuscire a tenere in equilibrio paura e tenerezza e tutto sommato ci riesce bene. La colonna sonora è un altro pezzo forte del film: Bob Dylan fa da sfondo a tante scene, da quelle più adrenaliniche a quelle più romantiche. Sebbene il titolo sia Rapina a Stoccolma, questo film racconta una storia a carattere universale che attraversa dimensione più ampie della semplice “rapina”: da vedere!

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