Grandiosa pellicola d’animazione made in Denmark! Dopo il successo nelle sale italiane di Paul, l’irriverente alieno completamente computerizzato e doppiato da Elio Belisari, ho il piacere di riscoprire la storia di Terkel, film cartoonizzato che ci allieta con le voci di tutte le “Storie Tese”. La voce di Jason, co-protagonista della pellicola, è doppiata infatti da Faso, bassista della band milanese, che in modo superbo dà un carattere particolarmente salace al giovane teppistello. Elio stesso interpreta il narratore-professore della trama.
Il film è sconosciuto ai più (in Italia) probabilmente per la scarsa distribuzione nelle sale ai tempi della sua uscita, avvenuta nel 2006 (il film è del 2004) e ristretta ad un pubblico sopra ai 14 anni di età. Se per caso lo trovate dovete assolutamente vederlo, senza “se” e senza “ma”!
La vicenda narra dei guai di Terkel, ragazzino un po’ sfigatello preso di mira dai bulli della scuola. Tra una canzone e l’altra (l’intera colonna sonora è stata tradotta ed adattata, oltre che interpretata, dalla già citata compagine di sarcastici musicisti) rivivrete le scene che ognuno di voi ha vissuto o almeno sentito raccontare dei tempi delle scuole medie: scherzi memorabili, primi amori e trasgressioni da quattordicenni, impreziositi in maniera epica da un linguaggio esageratamente scurrile! Non passerete neanche un minuto senza che le vostre orecchie possano udire una sfilza di neologismi e volgarissime parolacce, e questo è ciò che rende la pellicola qualcosa di indimenticabile, da vedere ad ogni costo.
Una perla su tutte: la Original Sound Track nominata in precedenza è rappresentata egregiamente da “Banane Giganti” (peraltro, singolo passato in rotazione su tutte le varie emittenti musicali del tempo)… vi OBBLIGO a cercarla su YouTube! Non potrete non innamorarvene e correre a cercare il DVD!!!
Dietro tutte le parolacce, però, Terkel in Trouble è molto meno stupido di quanto finga di essere. I registi Kresten Vestbjerg Andersen, Thorbjørn Christoffersen e Stefan Fjeldmark costruiscono una commedia nera sul bullismo, sull’insicurezza e su quella fase tremenda in cui a scuola basta una frase sbagliata per diventare improvvisamente il bersaglio di tutti. Terkel prova continuamente a sopravvivere socialmente, cercando di non deludere l’amico Jason e allo stesso tempo di non attirare l’attenzione dei due bulli Steen e Saki. Il risultato è assurdo, scorretto e a tratti persino cattivo, ma proprio per questo coglie bene una certa crudeltà adolescenziale.
L’adattamento italiano degli Elio e le Storie Tese gli dà poi un’identità tutta sua: non è un semplice doppiaggio, perché voci, canzoni e linguaggio vengono piegati a un umorismo molto riconoscibile. Attenzione quindi all’equivoco più facile: è animazione, sì, ma non è assolutamente un cartone per bambini. Se vi piacciono le commedie nere, il nonsense e l’umorismo che non si preoccupa minimamente di essere educato, questo piccolo cult danese merita ancora oggi di essere recuperato.

