#Imponente

Viale del Tramonto

Sunset Boulevard è un film da vedere, girato nel 1950 da Billy Wilder. Principali attori della pellicola: William Holden, Gloria Swanson, Erich von Stroheim, Nancy Olson, Fred Clark.

GENERE:
Drammatico, Noir, Sentimentale
DURATA:
110 minuti
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“Io sono sempre grande. E’ il cinema che è diventato piccolo.”

Un cadavere in una piscina. Una voce fuori campo che afferma di essere lui quel corpo che galleggia, e di volerci spiegare cosa è successo veramente, prima che arrivino i giornalisti. Con questo espediente del “morto che parla”, di cui anche il cinema dei giorni nostri abuserà (esempio su tutti, American Beauty di Sam Mendes) inizia “Viale del tramonto”, straordinaria opera di Billy Wilder sul mondo del cinema.

Uno sceneggiatore squattrinato si imbatte per caso in una villa decadente e apparentemente abbandonata. Ma quella villa è il museo, l’altare, la prigione e il rifugio di Norma Desmond, ex diva del cinema muto schiacciata dall’avvento del sonoro e ormai ridotta a patetica cinquantenne benestante accudita e servita dal suo ex marito e regista che, per amore, si presta a farle da maggiordomo. In questo macabro scenario, il giovane scrittore capisce di poter svoltare professionalmente. Inizia così a correggere l’improbabile sceneggiatura che l’attrice sta scrivendo e che spera di utilizzare per il suo maestoso ritorno sulle scene, accetta passivamente le attenzioni di lei e ne diviene l’amante. Ma un giorno conosce la giovane collega Betty e se ne innamora, scatenando le ire di Norma.

Imponente, solenne, poetico omaggio al cinema, macchina infernale che crea divi e li trasforma in mostri, li illude di essere onnipotenti e un attimo dopo li riduce a caricature di loro stessi. Lo stupendo personaggio di Norma Desmond (interpretato da Gloria Swanson, ironicamente attrice dell’incompiuto “Queen Kelly”, ultimo film da regista di Erich Von Stroheim, che qui vediamo proprio nelle vesti del maggiordomo e pigmalione della diva) vive da anni una non vita, nella quale guarda ossessivamente le immagini dei suoi vecchi film proiettati ripetutamente nel suo sfarzoso salone, non accetta il passare del tempo perché quello scorrere inesorabile dei giorni la allontana sempre di più dalla fama e dalla celebrità di cui lei si è nutrita per anni e che è, ancora, la sua linfa vitale; è una donna insicura ma ritiene di essere una grande attrice, non è più giovane ma ha atteggiamenti infantili, è isterica e lucidissima, passionale e razionale, è due persone in una. E’ come se anche nella vita avesse deciso di continuare a recitare, per essere sempre bella, ammirata, unica. Per essere immortale. E il devoto ex marito le regalerà, come estremo atto d’amore, un’ultima, indimenticabile passerella pur di vederla felice ancora una volta, pur di farla ancora sentire inarrivabile e diva.

Un film nel film, cinema che distrugge il cinema e crea dalle sue ceneri un capolavoro insuperato. Cinema che cita il cinema, lo critica, lo sbeffeggia, lo accusa, lo ama profondamente. E noi, privilegiati e inermi spettatori, di fronte a questa meraviglia, non possiamo che fare lo stesso.

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Questa recensione è stata scritta da Valentina Mannino