Mayday

Mayday - John Francis Daley, Jonathan Goldstein, 2026


Voto medio: 3,33
(30 voti totali)

Film da vedere consigliato da

DURATA: 110 minuti
GENERE: Azione, Avventura, Commedia, Spionaggio
CAST: Ryan Reynolds, Kenneth Branagh, David Morse, Wendy Crewson, Maria Bakalova, Louis Cancelmi, Clark Johnson, Patrick Kerton, Alex Mallari Jr., Donald Sales, Alex Ozerov-Meyer, Marcin Dorocinski, Lovell Adams-Gray, Art Kulik, Arthur Holden, Erniel Baez Duenas, Christian Jadah, Lorrie Odom, Robert Crooks, Andrei Kovski.

“Nessuno sfugge a quello che è.”

Commedia d’azione ambientata durante la Guerra Fredda che prende l’orgoglio militare di Top Gun, lo spedisce dritto nell’Unione Sovietica e lo affida a due improbabili compagni di avventura: Ryan Reynolds e Kenneth Branagh. Il risultato è un film che sembra arrivare direttamente dagli anni Ottanta, con spie, inseguimenti, battute sarcastiche e una bella dose di nostalgia. Siamo nel 1987 e Troy Kelly (Reynolds), brillante pilota della Marina americana, viene inviato in una missione segreta oltre la cortina di ferro. Naturalmente qualcosa va storto: il suo aereo viene abbattuto e il nostro eroe si ritrova disperso in territorio nemico, dove viene soccorso da Nikolai Ustinov (Branagh), un ex agente del KGB con una passione decisamente poco patriottica per la cultura americana. I due non potrebbero essere più diversi, eppure dovranno imparare a fidarsi l’uno dell’altro per uscire vivi da una situazione che diventa progressivamente più assurda. Scritto e diretto da John Francis Daley e Jonathan Goldstein, già responsabili di Game Night e Dungeons & Dragons – L’onore dei ladri, Mayday è il classico film da vedere quando si ha voglia di un’avventura leggera, movimentata e abbastanza autoironica da non prendere troppo sul serio le proprie improbabili trovate. Non cerca di reinventare la commedia d’azione, ma di recuperare il piacere di un cinema popolare fatto di personaggi eccentrici, situazioni rocambolesche e due protagonisti che, almeno sulla carta, non dovrebbero andare d’accordo nemmeno per cinque minuti.

Il vero motivo per cui Mayday funziona, però, non è Ryan Reynolds. O meglio, Reynolds fa esattamente quello che ci aspettiamo da lui: battute a raffica, sarcasmo, sicurezza ostentata e quell’aria da simpatico rompiscatole che ormai accompagna quasi ogni suo personaggio. Se amate il suo repertorio, qui vi sentirete a casa; se invece cominciate a trovarlo ripetitivo, difficilmente cambierete idea. A rendere interessante la coppia è Kenneth Branagh, che si diverte come raramente gli capita di fare sullo schermo. Il suo Nikolai è un uomo apparentemente burbero, capace di diventare pericoloso quando la situazione lo richiede, ma anche un irresistibile appassionato di musica e cinema americano. Sogna gli Stati Uniti attraverso i film che guarda e le canzoni che ascolta, mentre l’americano che gli capita tra le mani scopre quanto poco conosca realmente il mondo dall’altra parte della cortina di ferro. Branagh riesce a rendere credibile e divertente un personaggio che, interpretato con meno misura, sarebbe potuto diventare una semplice caricatura del russo eccentrico. E quando i due attori cominciano a scambiarsi battute, diffidenze e piccoli gesti di complicità, il film trova finalmente la sua marcia giusta. Daley e Goldstein accompagnano questa strana amicizia con una regia dinamica, combattimenti ben coreografati e una ricostruzione dell’Unione Sovietica particolarmente curata negli ambienti, nei costumi e negli oggetti quotidiani. L’ambientazione non si limita a fare da sfondo: contribuisce a quel sapore da vecchio film d’avventura che rende Mayday così piacevolmente fuori dal tempo.

Certo, bisogna essere disposti a perdonargli parecchio. La sceneggiatura segue una formula riconoscibilissima, alcune situazioni sfidano apertamente la logica e chi conosce bene l’aviazione militare probabilmente avrà più di una ragione per alzare gli occhi al cielo. Anche i cattivi sovietici sembrano usciti da un vecchio catalogo hollywoodiano e il film, soprattutto nella parte finale, preferisce esagerare piuttosto che preoccuparsi della plausibilità. Ma sarebbe un errore cercare in Mayday un thriller di spionaggio rigoroso: il suo obiettivo è divertirsi con i cliché della Guerra Fredda, non ricostruirla con precisione documentaristica. Dietro gli stereotipi, inoltre, emerge un’idea meno scontata di quanto potrebbe sembrare. Troy e Nikolai scoprono gradualmente che i rispettivi Paesi sono molto più complicati delle immagini che hanno imparato a conoscere e che un’amicizia può nascere anche tra persone cresciute a considerarsi nemiche. Il film non approfondisce sempre questi aspetti quanto potrebbe, soprattutto quando si allontana dalla coppia protagonista per dare spazio ai personaggi secondari, ma trova comunque il modo di aggiungere un po’ di cuore a un’avventura costruita principalmente per intrattenere. Mayday è consigliato a chi cerca una commedia d’azione vecchia scuola, magari da guardare sul divano dopo una giornata pesante, con il giusto equilibrio tra nostalgia, inseguimenti e umorismo. Se vi sono piaciuti i film di coppia degli anni Ottanta e non pretendete che ogni storia debba rivoluzionare il proprio genere, qui troverete parecchio di cui divertirvi. E se Ryan Reynolds ormai vi sembra sempre lo stesso, concedete almeno una possibilità a Kenneth Branagh: difficilmente vi capiterà di rivederlo così scatenato.