Educazione Siberiana

Educazione Siberiana - Gabriele Salvatores, 2013


Voto medio: 4,50

Film consigliato

da

DURATA: 110 minuti
GENERE: Crimine, Drammatico
CAST: Arnas Fedaravicius, Vilius Tumalavicius, Eleanor Tomlinson, Jonas Trukanas, Vitalji Porsnev.

“Folle volere troppo… Un uomo non può possedere più di quello che il suo cuore può amare”

Impressionante pellicola made in Italy ad opera del maestro Gabriele Salvatores. “Educazione Siberiana” è quanto di più freddo si possa immaginare della cultura, appunto, siberiana: una storia che nasce in un piccolo paese della Transnistria, culla e covo di un pensiero estremista molto particolare, rigido e severo. Il protagonista, Kolima, lo conosciamo fin da bambino. Ed assistiamo al suo indottrinamento secondo le regole del capo della comunità, uno strepitoso John Malkovich nei panni di nonno Kuzya. Malkovich è allucinante, in una delle sue migliori interpretazioni di sempre: sarà anche merito del carattere del personaggio, ma trasmette una freddezza notevole. Scorza da duro fuori, pensiero estremista in testa, ma tutto per un cuore che vive per la famiglia e la comunità. Un boss mafioso in tutto e per tutto, unito ad un animo da “Robin Hood”: Kuzya si definisce già da principio come un “criminale buono”, disposto a rubare ed uccidere solo per la sopravvivenza del gruppo. Polizia, banchieri, spacciatori ed usurai sono le categorie da condannare, da ammazzare a vista, a sangue freddo. Anche i membri del “branco” devono stare attenti a non inavidirsi o sgarrare: ciò che si ha, va messo a disposizione di tutti!

Gagarin è il migliore amico del protagonista. Catturato da bambino, torna dopo anni di carcere al paesello. Ma le cose sono cambiate, lui è cambiato: il crollo del Muro ha portato una ventata destabilizzante per la vita di una comunità così rigida, il clima dell’Ovest rischia di corrodere un pensiero così fortemente radicato negli abitanti.

Scene toccanti ed allo stesso tempo spietate, compiute da cuori pulsanti di cinismo, onore ed  amore. Uno dei pochi casi dove il film rende merito pienamente al libro d’ispirazione, l’omonimo romanzo di Nicolai Lilin.

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