Dallo strafamoso soggetto shakespeariano di Romeo e Giulietta nasce questa rivisitazione della tragedia romantica per eccellenza, distribuita da Touchstone Pictures. Ma, povero William, la storia non tratta dei due amanti che tutti immaginiamo sospirare l’una sopra al balcone veronese e l’altro al di sotto di esso: la nostra trama narra di due famiglie di nani da giardino che sotto al balcone ci vivono! E già questa idea, diciamocelo, merita almeno un sorriso.
I Rossi e i Blu sono agguerritissimi nemici di gesso che, appena i propri padroni non li guardano, scatenano la guerra più gnomesca mai vista. D’altronde, chi non guarda storto il proprio vicino di giardino? Tra scherzi, gare spericolate con i tagliaerba e piccole vendette, la rivalità sembra destinata a durare per sempre. Ma questa faida, come nell’opera originale, viene messa in discussione dalla nascita di un amore tra i due giovani rampolli delle famiglie, Gnomeo e Giulietta, appunto.
Sebbene qui vi sia un lieto fine, il film non differisce solo in questo dalla storia di Shakespeare: gran parte della narrazione è diversa, ovviamente adattata a un contesto di statue dalle sembianze fiabesche che vivono in giardino. Kelly Asbury, alla regia, riempie questo piccolo mondo di oggetti quotidiani trasformati in pericoli giganteschi. Una fontana, una siepe o un vecchio ornamento possono diventare il centro di una battaglia epica, almeno dal punto di vista di uno gnomo alto pochi centimetri.
L’animazione è coloratissima e piena di dettagli buffi, con personaggi che sembrano davvero fatti di ceramica, ma si muovono e litigano come esseri umani. Nella versione originale le voci di James McAvoy ed Emily Blunt accompagnano i due innamorati, mentre la colonna sonora pesca a piene mani dalle canzoni di Elton John, coinvolto anche nella produzione. Sono scelte che rendono tutto più allegro, a volte perfino esagerato, ma perfettamente in linea con lo spirito del film.
Tutto sommato trovo questo sviluppo del dramma inglese molto simpatico e originale. Mai avrei pensato a un lungometraggio dedicato alle “anime da giardino” e la cosa mi ha incuriosito parecchio. Non ne sono rimasto deluso: sono 84 piacevoli minuti di battute e gag che sicuramente strappano sorrisi. Certo, qualche scherzo è prevedibile e non tutte le trovate funzionano allo stesso modo, ma il ritmo è buono e i personaggi secondari aggiungono una discreta dose di follia.
Il bello è proprio vedere una tragedia famosissima diventare un gioco per tutta la famiglia senza perdere del tutto il tema dell’amore che supera le rivalità. Certamente è consigliato ai bambini e a tutti quelli che si sentono ancora un po’ come loro, come me! Se poi qualcuno si ritroverà a guardare con sospetto i nani del giardino del vicino, sarà un piccolo effetto collaterale del tutto comprensibile.

