Hen – Storia di una Gallina

Kota - György Pálfi, 2025


Voto medio: 3,48
(21 voti totali)

Film da vedere consigliato da

DURATA: 98 minuti
GENERE: Drammatico
CAST: Yannis Kokiasmenos, Maria Diakopanayotou, Argyris Pantazaras, Machmout Bamerni, Chronis Barbarian, Antonis Kafetzopoulos, Nikos Kattis, Antonis Tsiotsiopoulos.

“La porto a mia moglie che ci fa una zuppa, una squisitezza!”

Una gallina che scappa da un allevamento industriale e vaga tra campagne, incendi, trafficanti di esseri umani, vecchi solitari, volpi e famiglie distrutte potrebbe sembrare la premessa di una provocazione da festival fatta apposta per dividere il pubblico. Invece Hen di György Pálfi è uno di quei film rarissimi che riescono davvero a guardare il mondo da un punto di vista diverso. Letteralmente. La macchina da presa segue questa gallina dalla nascita, la osserva mentre cerca ostinatamente di sopravvivere, proteggersi, trovare un posto nel mondo e soprattutto conservare la propria libertà, e nel frattempo lascia che attorno a lei si accumuli tutto il caos degli esseri umani: violenza, sfruttamento, miseria, traffici criminali, piccoli gesti di gentilezza e tragedie improvvise.

La cosa sorprendente è che dopo i primi minuti smetti completamente di pensare al film come “quello della gallina”. Ti abitui al suo sguardo, ai suoi tempi, ai suoi movimenti, e inizi davvero a vivere quella realtà dal basso, in mezzo alla polvere, ai cortili, alle strade e ai pericoli quotidiani. Pálfi costruisce un cinema quasi post-umano, dove gli uomini diventano creature rumorose, incomprensibili e spesso molto più inquietanti degli animali. Eppure Hen non è mai un film teorico o freddo. Anzi, ha qualcosa di stranamente tenero, buffo e perfino avventuroso. La gallina protagonista (interpretata da otto galline diverse durante le riprese) finisce per avere più personalità di molti protagonisti umani del cinema contemporaneo.

C’è tantissimo del miglior cinema europeo “strano” dentro questo film: momenti quasi documentaristici, improvvise esplosioni di violenza, humour nero, silenzi, immagini assurde che sembrano sogni e una continua sensazione di imprevedibilità. Alcune sequenze fanno ridere per quanto siano folli, altre mettono sinceramente a disagio. E forse è proprio questo il punto forte del film: non sai mai davvero dove ti porterà. Hen cambia continuamente tono senza perdere coerenza, passando dal grottesco alla malinconia con una naturalezza impressionante. In certi momenti sembra una favola sporca e crudele, in altri un esperimento cinematografico quasi poetico.

Non tutto funziona allo stesso livello. Alcune parti umane risultano volutamente distanti e frammentarie, e si sente l’influenza di un certo cinema contemplativo europeo che potrebbe lasciare fuori chi cerca una narrazione più tradizionale. Però è anche vero che Hen non assomiglia praticamente a nient’altro. Ed è proprio quel tipo di film che ti ricordi anni dopo non tanto per la trama, ma per la sensazione che ti lascia addosso. Una piccola esperienza cinematografica aliena, buffa, triste e sorprendentemente coinvolgente, che meriterebbe di essere scoperta da chiunque abbia ancora voglia di vedere un cinema capace di rischiare davvero.