“Ma è possibile che tutte le volte che muore un gatto tu mi cucini il coniglio?!?”
Avete presente la canzone “Il Ragazzo Della Via Gluck” di Celentano? Siamo di fronte alla trasposizione cinematografica della stessa storia: il classico contadinotto che vive nel suo tran tran quotidiano per quarant’anni e poi decide di trasferirsi in città a cercare fortuna. Trama banale, non c’è che dire… ma meglio così, almeno ci possiamo godere questo filmone senza doverci sforzare di capire niente.
Pozzetto nella sua interpretazione più divertente (a mio modo di vedere) e probabilmente più famosa è Artemio, agricoltore sempliciotto a cui la sua Borgo Tre Case comincia ad andare stretta. Decide quindi di fare il grande passo e partire per Milano, dove scoprirà una città caotica e si troverà come un pesce fuor d’acqua, creando terreno fertile per una serie di gag che hanno fatto la storia della risata del nostro cinema e che ancora adesso sono un cult tra gli appassionati del genere. Sarà proprio questa la vita che si immaginava il nostro protagonista?
Pellicola che non può mancare nel vostro repertorio della risata. Come non ricordare la scena dell’arrivo del treno atteso come uno spettacolo dai compaesani e da Artemio o il primo approccio col suo appartamento a misura d’uomo (nel vero senso della parola)… Intendiamoci: non aspettatevi un capolavoro… Prendetelo con la giusta leggerezza e non vi deluderà affatto!



