DC e Marvel hanno trasferito al cinema una quantità ormai enorme di supereroi, divinità, miti, maschere e universi condivisi. Justice League arriva nel 2017 con un compito abbastanza evidente: riunire sullo stesso schermo Batman, Wonder Woman, Superman, Flash, Cyborg e Aquaman e dare finalmente forma cinematografica alla squadra simbolo della DC. Zack Snyder porta avanti il mondo iniziato con Man of Steel e Batman v Superman, anche se la lavorazione fu completata con l’intervento di Joss Whedon. Il risultato porta inevitabilmente i segni di due sensibilità diverse, ma conserva l’idea centrale di un gruppo di personaggi che deve ancora capire come diventare davvero una squadra.
Dopo gli eventi dei film precedenti, Bruce Wayne è convinto che una minaccia enorme sia ormai vicina e che nessun eroe possa affrontarla da solo. Comincia quindi a cercare alleati: Diana Prince è già Wonder Woman, Barry Allen è un velocissimo ragazzo ancora poco abituato a essere un eroe, Arthur Curry preferisce stare lontano dalle responsabilità di Atlantide e Victor Stone sta cercando di capire che cosa sia diventato dopo la trasformazione in Cyborg. Il film dedica a ciascuno il minimo necessario per entrare in squadra senza costringere lo spettatore a conoscere ogni fumetto precedente.
Il nemico è Steppenwolf, intenzionato a riunire le tre Scatole Madri custodite da uomini, Amazzoni e Atlantidei. Non è certo il villain più memorabile del cinema supereroistico, ma funziona come minaccia abbastanza grande da costringere personaggi molto diversi a collaborare. Il vero interesse sta infatti nelle loro differenze: Batman non possiede poteri e deve fare i conti anche con i propri limiti fisici, Flash porta leggerezza e inesperienza, Cyborg vive il proprio corpo come un problema, Aquaman diffida del gruppo e Wonder Woman è quella con la presenza più naturalmente eroica.
Le due ore scorrono soprattutto fra battaglie, effetti speciali e dinamiche di squadra. Ezra Miller dà a Flash parecchia energia comica, Gal Gadot conferma il carisma di Wonder Woman e Ben Affleck continua a interpretare un Batman più stanco e fisico. Alcuni effetti digitali sono invecchiati peggio di altri e la storia procede in modo piuttosto semplice, ma quando il gruppo finalmente combatte insieme il film ritrova il piacere puro del crossover a fumetti.
Justice League è quindi da vedere soprattutto per chi vuole il primo incontro cinematografico di questa formazione DC. Non ha la compattezza dei migliori cinecomic e la sua produzione travagliata si sente, ma possiede abbastanza azione, personaggi e momenti spettacolari da funzionare come intrattenimento. Se vi piace il lato più fumettistico di Snyder, già evidente in L’Alba dei Morti Viventi, 300 e Watchmen, qui lo ritrovate dentro una macchina molto più collettiva e molto meno cupa.

