The Drama – Un Segreto è per Sempre

The Drama - Kristoffer Borgli, 2026


Voto medio: 4,11
(36 voti totali)

Film da vedere consigliato da

DURATA: 105 minuti
GENERE: Commedia, Drammatico, Sentimentale
CAST: Robert Pattinson, Zendaya, Alana Haim, Mamoudou Athie, Hailey Gates, Sydney Lemmon, Hannah Gross, Michael Abbott Jr., YaYa Gosselin, Peyton Jackson, Jordyn Curet, Tierre Diaz, Shawn Fogarty, Echo Campbell, Legacy Jones, Zoe Winters.

“Prima di sposarci, abbiamo fatto un gioco in cui confessavamo la cosa peggiore che abbiamo fatto…”

Ci sono film che ti prendono per mano e ti accompagnano docilmente verso un finale rassicurante, e poi ci sono quelli che ti costringono a stare seduta scomoda, a rimettere in discussione il tuo concetto di amore, perdono, verità, compatibilità. The Drama appartiene con decisione alla seconda categoria, ed è proprio per questo che merita un posto speciale tra i film da vedere. Non perché sia accomodante, non perché voglia piacere a tutti i costi, ma perché ha il coraggio di infilare un coltello dentro l’idea romantica della coppia perfetta e girarlo piano, con una crudeltà lucidissima. La premessa sembra quasi quella di una commedia sentimentale contemporanea: una coppia bella, intelligente, innamorata, a pochi giorni dal matrimonio. Lui, Charlie, direttore di museo; lei, Emma, apparentemente serena, ironica, vulnerabile il giusto per risultare umana. Tutto sembra predisposto per il classico percorso verso il “vissero felici e contenti”, e invece il film decide di sabotare quella traiettoria dall’interno. Basta una confessione, una sola, durante una conversazione tra amici, per aprire una crepa che non smetterà più di allargarsi. Da lì in poi, Kristoffer Borgli costruisce un meccanismo di disagio emotivo che è quasi spietato, ma sempre controllatissimo.

La cosa più interessante di The Drama è che non vuole offrirci personaggi puliti da tifare con leggerezza. Vuole farci stare nel fango morale delle relazioni vere, quelle in cui non basta amare una persona per sapere davvero chi sia. Il film ragiona in modo feroce su un punto che spesso il cinema romantico evita: quanto siamo disposti a perdonare a chi amiamo? E soprattutto, chi decide quale colpa sia redimibile e quale no? La società? Il partner? Gli amici? Il passato? O il nostro bisogno disperato di sentirci al sicuro accanto a qualcuno? Zendaya è straordinaria, e non nel senso plastificato del termine. Non “brava” perché intensa, bella, impeccabile. Straordinaria perché riesce a rendere Emma contemporaneamente colpevole, ferita, spaventata, tenera, irritante, umanissima. È un personaggio che sfugge al giudizio semplice, e il film fa benissimo a non addomesticarla. Robert Pattinson, dal canto suo, lavora su un registro di nevrosi progressiva che fa quasi male da guardare: il suo Charlie si sfalda pezzo dopo pezzo, e la cosa più disturbante è che lo fa in modi assolutamente credibili. Non c’è il melodramma urlato, ma un collasso più sottile, quotidiano, quasi ridicolo a tratti. Ed è proprio lì che il film trova la sua forma di umorismo più nera: ci fa ridere mentre ci mette davanti persone che non sanno più come stare al mondo, né da sole né insieme.

Quello che colpisce davvero è il modo in cui il film sposta continuamente il baricentro. All’inizio sembra parlare del passato di Emma, poi della fragilità maschile, poi del bisogno sociale di punire, poi ancora della paura, della reputazione, del controllo, della vergogna. Non è solo una storia d’amore che deraglia: è un film che mette sotto esame il modo in cui trasformiamo le persone nei loro errori peggiori, salvo poi scandalizzarci quando questo meccanismo esplode dentro uno spazio che vorremmo sacro, come una relazione o un matrimonio. E in tutto questo c’è anche una riflessione sotterranea, molto amara, su come il gruppo sociale ami sentirsi moralmente superiore finché non arriva il momento di guardarsi allo specchio. La regia di Borgli è precisa, nervosa, a tratti quasi onirica (sul nostro sito avevamo già recensito Dream Scenario, altro lungometraggio del norvegese). Il montaggio, con i suoi scarti, i suoi ritorni, quel senso di realtà che si sgrana e si ricompone, contribuisce tantissimo alla sensazione di instabilità. Non sai mai se stai guardando un dramma sentimentale, una commedia nera, un thriller psicologico o l’anticamera di un horror relazionale. La risposta, probabilmente, è che stai guardando tutte queste cose insieme. E se il cinema funziona davvero quando trova una forma coerente per il caos emotivo dei suoi personaggi, allora qui siamo in buone mani.

Non è un film perfetto, e sarebbe quasi sospetto se lo fosse. In alcuni momenti insiste un po’ troppo nel voler prolungare l’imbarazzo, come se si innamorasse del proprio disagio; in altri sfiora l’eccesso concettuale, quella patina da cinema “che vuole essere discusso” che rischia di compiacersi un po’. Ma sono limiti secondari dentro un’opera che ha moltissimo da dire e che soprattutto lo dice senza infantilizzare chi guarda. Non offre risposte facili, non predica, non assolve davvero nessuno. Fa una cosa più interessante: ti lascia addosso una domanda scomodissima e ti costringe a portartela a casa. The Drama – Un Segreto è per Sempre è uno di quei film da vedere assolutamente se cerchi un’esperienza che ti scuota davvero, non solo una storia ben confezionata. È un film da vedere perché rompe il giocattolo della commedia romantica e ti mostra i pezzi sparsi sul pavimento, chiedendoti se l’amore basti ancora quando la fiducia si incrina nel punto più profondo. E forse la risposta non è nemmeno la cosa più importante. La cosa importante è che, uscendo dal film, quella domanda resta lì. Fastidiosa, viva, impossibile da ignorare. Proprio come i migliori film da vedere.