Difficilmente mi colpisce un film prettamente comico, di conseguenza saranno veramente rare le mie recensioni relative a questo genere. La mia eccezione per antonomasia riguarda proprio Una Pallottola Spuntata, a mio parere un gioiello di satira e soprattutto il trionfo della demenzialità. Diretto da David Zucker nel 1988 e nato dalla serie televisiva Police Squad!, il film prende tutto ciò che normalmente dovrebbe rendere credibile un poliziesco e lo trasforma in materiale da gag: investigatori serissimi, criminali minacciosi, conferenze stampa, inseguimenti e attentati diventano continuamente qualcosa di completamente idiota.
L’esilarante serie del tenente Frank Drebin nasce dalla già citata Police Squad!, durata appena sei episodi ma abbastanza folle da generare poi una trilogia cinematografica. Il meccanismo resta lo stesso: situazioni equivoche, gag visive sullo sfondo, giochi di parole e soprattutto la totale assenza di senno del protagonista, interpretato dal magistrale Leslie Nielsen… uno dei pochissimi che riesce a farmi ridere anche stando zitto. Il segreto è proprio la sua serietà assoluta: Drebin non sa di essere comico, e Nielsen lo interpreta come se stesse davvero salvando il mondo.
L’indimenticabile prologo, con un improbabile meeting di leader e dittatori degli anni Ottanta mandato immediatamente nel caos da Drebin, mette subito in chiaro il tono. Da lì il film non rallenta quasi mai. Frank deve indagare sul ferimento del collega Nordberg, interpretato da O.J. Simpson, mentre il ricchissimo Vincent Ludwig, un perfetto Ricardo Montalbán, prepara un attentato contro la Regina Elisabetta II durante una partita di baseball. Nel mezzo c’è Jane Spencer, interpretata da Priscilla Presley, che riesce incredibilmente a costruire una storia romantica senza far uscire il film dalla propria stupidità programmatica.
È proprio la quantità di battute a rendere Una Pallottola Spuntata ancora oggi così divertente. Se una gag non funziona, ne arriva un’altra dopo cinque secondi. Alcune sono infantili, altre geniali, molte semplicemente assurde, ma il film non si ferma mai a spiegarsi e soprattutto non chiede allo spettatore di prendere sul serio niente. La scena dello stadio, con Drebin che passa da spettatore infiltrato ad arbitro e poi a protagonista involontario del disastro, è ancora oggi una delle sequenze più riuscite della commedia demenziale.
La visione della pellicola è talmente leggera e facile che non potrete non apprezzarla se pensate di farvi due risate senza troppi pensieri. Eppure dietro l’apparente idiozia c’è una precisione comica notevole: tempi, montaggio, reazioni impassibili e gag piazzate anche ai margini dell’inquadratura funzionano perché tutto viene trattato con una serietà quasi criminale. Gli altri due episodi della saga sono altrettanto consigliati, e se volete vedere quanto fosse difficile raccogliere questa eredità, c’è anche la nuova Una Pallottola Spuntata del 2025. Ma Nielsen resta Nielsen. Se apprezzate il demenziale puro, questo è ancora uno dei riferimenti assoluti.

