Il Regno del Pianeta delle Scimmie

Kingdom of the Planet of the Apes, 2024 · Wes Ball

Azione / Fantascienza145 min

Generazioni dopo Cesare, il giovane Noa vede il proprio clan distrutto e parte alla ricerca dei suoi simili. Il mito delle scimmie diventa storia, fede e propaganda.

Recensione di

★★★★★ ★★★★★
Voto medio: 3,17
(6 voti totali)

Trailer

“C’era un tempo in cui umani e scimmie vivevano fianco a fianco; ma quel tempo è finito.”

Il Regno del Pianeta delle Scimmie di Wes Ball, decimo capitolo della saga e quarto film dell’era reboot iniziata con L’Alba del Pianeta delle Scimmie, riparte molte generazioni dopo la morte di Cesare. È un viaggio visivamente straordinario in un futuro in cui le scimmie hanno costruito clan e culture proprie mentre gli esseri umani sono ormai ridotti a una presenza marginale. La trama segue Noa, giovane scimpanzé cresciuto in una comunità pacifica, costretto a lasciare il proprio mondo quando il suo villaggio viene sconvolto. Sul cammino incontra Raka, che conserva una memoria più fedele degli insegnamenti di Cesare, e Mae, una giovane umana molto meno semplice da interpretare di quanto sembri. Dall’altra parte c’è Proximus Caesar, un leader che usa il nome e il mito di Cesare per giustificare il proprio potere. È proprio questo gioco fra ciò che Cesare rappresentava davvero e ciò che le generazioni successive raccontano di lui a dare al film qualcosa di più della semplice avventura: il passato della saga è diventato ormai storia, religione e propaganda.

La pellicola brilla per la maestria tecnica, con effetti visivi e performance capture che rendono le scimmie sorprendentemente espressive senza farle sembrare semplici copie dei personaggi della trilogia precedente. Owen Teague, nel ruolo di Noa, porta una freschezza necessaria alla saga: il personaggio non ha il carisma immediato di Cesare e proprio per questo funziona come nuovo punto di ingresso. Deve capire da solo che cosa significhi ereditare una storia che conosce solo in parte. La fotografia alterna rovine sommerse dal verde, villaggi sospesi e resti della civiltà umana con un senso di scoperta che ricorda quasi un film d’avventura classico. Chi ha seguito Apes Revolution – Il Pianeta delle Scimmie riconoscerà molti echi tematici, ma il film non vive soltanto di nostalgia. Anche Mae contribuisce a mantenere aperto il conflitto fra ciò che scimmie e umani ricordano del passato e ciò che vogliono costruire adesso.

Il film, tuttavia, non è esente da limiti: il ritmo è volutamente più lento nella prima parte e chi si aspetta un seguito diretto della guerra di Cesare potrebbe impiegare un po’ a entrare nel nuovo equilibrio. Ma proprio la distanza temporale permette a Wes Ball di affrontare uno dei temi più interessanti della saga: cosa succede quando un messaggio sopravvive al suo autore e viene reinterpretato, semplificato o manipolato da chi viene dopo? Proximus e Raka rappresentano due modi opposti di usare la memoria di Cesare, mentre Noa deve ancora decidere quale rapporto avere con quell’eredità. Il Regno del Pianeta delle Scimmie funziona così come avventura e come nuovo capitolo di una saga di fantascienza che continua a parlare di potere, civiltà e memoria senza limitarsi a ripetere ciò che aveva già fatto bene. Non raggiunge subito i picchi emotivi della trilogia precedente, ma costruisce basi abbastanza solide da far venire voglia di vedere dove porterà questo nuovo mondo.

Scheda del film

Titolo originale
Kingdom of the Planet of the Apes
Anno
Regia
Wes Ball
Durata
145 minuti
Cast
Owen Teague, Freya Allan, Peter Macon, Lydia Peckham, Travis Jeffery, Kevin Durand, Neil Sandilands, William H. Macy, Sara Wiseman, Ras-Samuel Welda'abzgi, Nina Gallas, Dichen Lachman, Eka Darville

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