Christspiracy

Christspiracy - Kip Andersen, Kameron Waters, 2024


Voto medio: 3,52
(21 voti totali)

Film da vedere consigliato da

DURATA: 111 minuti
GENERE: Documentario
CAST: Kip Andersen, Michael Beckwith, Melanie Joy, Kameron Waters.

“C’è un modo etico di uccidere gli animali?”

Ci sono film che guardi e poi dimentichi, e film che ti entrano sotto pelle come una puntura che continua a pulsare. Christspiracy rientra nella seconda categoria. E te lo dice una che non è vegetariana, non è vegana, e che fino a ieri pensava di avere già abbastanza dubbi grazie a Cowspiracy e What the Health. Mi sbagliavo. Questo documentario non ti chiede di cambiare dieta: ti chiede di cambiare prospettiva. E quando una prospettiva cambia, il resto arriva da sé.

La cosa che mi ha colpito più di tutto: quella che ti fa fermare il video, prendere aria e chiederti “ma davvero?”, è la questione dei Nazareni. Non è una teoria marginale: è accreditata da diversi storici ed archeologi, e una semplice ricerca online lo conferma. Gesù “di Nazareth” non era di Nazareth, perché Nazareth non esisteva all’epoca. Era invece parte della setta dei Nazorei, un movimento ascetico, comunitario, non violento, molto vicino a quello che oggi definiremmo vegetarismo etico. E se questa informazione ti sembra una sciocchezza linguistica, ripensaci: cambia tutto. Perché se Gesù non è “l’uomo di una città”, ma il membro di un movimento che rigettava i sacrifici e difendeva gli animali, allora la storia che ci hanno raccontato per secoli è stata costruita, limata, adattata. E lì capisci quanto facilmente la verità può essere manipolata, soprattutto quando c’è un potere che ha bisogno di trasformare un ribelle spirituale in un simbolo gestibile.

Il film mette in fila, con una chiarezza disarmante, tutte le contraddizioni delle religioni sul tema della violenza. Tutte parlano di compassione, tutte predicano la non violenza, tutte – nessuna esclusa – hanno trovato il modo di circoscrivere quel “non uccidere” agli esseri umani. Gli animali? Patrimonio, risorsa, sacrificio, tradizione. Un’interpretazione costruita da chi aveva (e ha) molto da guadagnare nel mantenere le cose così come sono. Quello che mi ha sconvolta è quanto questa dinamica sia identica a tante altre forme di oppressione: quando non vuoi vedere la vittima, quando trasformi la vita di altri in oggetto, quando inventi parole e giustificazioni per legittimare la violenza… stai semplicemente ripetendo lo schema che ha sempre governato il mondo. Cambiano i bersagli, non il meccanismo. Ed è un colpo allo stomaco rendersi conto che anche la religione a cui tanti si aggrappano per trovare amore e giustizia abbia contribuito a tenere nascosta questa parte.

E poi c’è Gesù, quello vero, quello storico, che emerge dal film come una figura infinitamente più radicale e compassionevole di quella che ci hanno consegnato. Non un semidio che chiede sacrifici, ma un uomo che sfida un intero sistema perché voleva fermare la sofferenza degli animali. Quando il film rilegge l’episodio del Tempio e ti spiega che la parola tradotta come “ladri” è in realtà “violenti”, improvvisamente tutto torna: Gesù non stava protestando contro il commercio, ma contro il sangue. E questo dettaglio, se accettato, scuote ogni certezza.

Non so se questo film mi farà cambiare alimentazione. Non so se basterà. Ma so che non posso più fingere di non vedere. E che, paradossalmente, proprio perché non sono vegana né vegetariana, questo film mi ha fatto più male. Mi ha tolto ogni alibi. Mi ha messo davanti a una domanda semplice e feroce: “Se credi nella giustizia, se credi nella libertà, se credi nella dignità… allora perché questo dovrebbe fermarsi alla specie umana?”. Forse è qui che Christspiracy colpisce più forte: ti strappa via il privilegio di credere che la violenza sia qualcosa di lontano da te. È un film che disturba, provoca, libera. E una volta visto, non puoi più tornare indietro. Puoi guardarlo gratuitamente qui: christspiracy.com