Dietro le quinte di…

Sin City

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“Sin City”, un film del 2005 tratto dall’omonimo fumetto di Frank Miller, si distingue per essere un’opera che ha lasciato un segno indelebile nel panorama cinematografico grazie alla direzione congiunta di Robert Rodríguez, Quentin Tarantino e dello stesso Miller. Questo trio ha saputo trasporre sul grande schermo le atmosfere cupe e violente delle graphic novel, utilizzando un’innovativa tecnica visiva che combina il bianco e nero con tocchi di colore selettivi per omaggiare il cinema noir, il thriller e l’azione. Ambientato nella fittizia Sin City, un crogiolo di violenza e corruzione, il film intreccia le storie di tre protagonisti: Dwight (Clive Owen), un detective privato coinvolto in una guerra di bande; Hartigan (Bruce Willis), un poliziotto integro determinato a salvare una giovane dalle grinfie di un assassino; e Marv (Mickey Rourke), un energumeno dal cuore d’oro in cerca di vendetta per l’amore perduto.

Ecco alcune curiosità su “Sin City” che arricchiscono la visione di questo capolavoro:

Robert Rodríguez ha creduto così tanto nella visione di Frank Miller che ha insistito per averlo come co-regista, nonostante le regole dell’Associazione dei Registi d’America lo vietassero. Determinato a rispettare l’opera originale, Rodríguez si è dimesso dall’associazione, permettendo a Miller di partecipare attivamente alla realizzazione del film. Quentin Tarantino ha partecipato come ospite, dirigendo una scena per la simbolica cifra di un dollaro, testimoniando l’amicizia e la stima reciproca tra i due registi.

Benicio Del Toro si è trasformato in Jackie Boy, un poliziotto corrotto, attraverso un trucco progettato per alterare significativamente i suoi lineamenti, rendendolo irriconoscibile ai colleghi di set. Questa trasformazione ha evidenziato l’impegno del cast nel ricreare fedelmente i personaggi iconici del fumetto.

Tre dei sette volumi di “Sin City” sono stati adattati per il film, ma sono presenti anche anticipazioni di “Una Donna per cui Uccidere“, utilizzate per approfondire il personaggio di Dwight e la sua relazione con Gail. Questa scelta narrativa anticipa temi e relazioni che verranno esplorati nella sequenza del 2014.

L’adesione quasi totale al fumetto originale è evidente non solo nei dialoghi ma anche nelle inquadrature, che fungono da storyboard vivente. La fedeltà all’opera di Miller è tale che solo poche linee di dialogo e scene aggiuntive arricchiscono la narrazione, come la conversazione in carcere tra Marv e Lucille.

“Sin City” ha introdotto un filtro visivo chiamato “The Sin City Look”, utilizzato successivamente anche in “300”. Questa tecnica ha permesso di trasferire l’estetica del fumetto sullo schermo, creando un legame visivo inconfondibile tra le opere di Miller e la loro trasposizione cinematografica.

Jessica Alba, nel ruolo di Nancy, ha compiuto un’immersione nel mondo dello strip club per prepararsi al ruolo, sperimentando direttamente la dinamica di potere e seduzione che caratterizza l’ambiente. La sua performance cattura l’essenza di un personaggio che rappresenta desiderio e vulnerabilità.

Il design di Sin City, con il suo distintivo uso del bianco e nero inframmezzato da sprazzi di colore, si ispira più a New York che alla Los Angeles calda e soffocante descritta da Miller. Questa scelta estetica contribuisce a un’atmosfera unica e riconoscibile.

Brittany Murphy, scomparsa prematuramente nel 2009, ha interpretato Shellie, un personaggio cruciale che si intreccia nelle tre storie principali. La sua performance, registrata in un’unica giornata di riprese, dimostra la capacità del film di creare narrazioni complesse attraverso un uso innovativo della tecnologia green screen.

La violenza grafica è un elemento distintivo di “Sin City”, con un totale di 41 morti raffigurate in modo crudo e diretto. Questo aspetto, insieme alla rappresentazione stilizzata della violenza, sottolinea la natura spietata della città e dei suoi abitanti, offrendo allo spettatore un’esperienza visiva senza compromessi.

Elijah Wood, nel ruolo del terribile Kevin, ha subito una trasformazione digitale per accentuare l’aspetto inquietante del personaggio. La decisione di renderlo muto amplifica la sua presenza minacciosa, rendendolo uno degli antagonisti più memorabili del film.

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SIN CITY

SIN CITY

Sin City - Robert Rodríguez, Frank Miller, Quentin Tarantino (special guest director), 2005

Quando un film è grande, resiste al logorio del tempo. “Sin City” era talmente avanti nel 2005 da risultare una novità persino se lo si guarda a quasi dieci anni di distanza. La pellicola è basata sulle vicende narrate da Frank Miller (il più grande illustratore noir degli ultimi 20 anni) nell’omonimo fumetto, da cui vengono estrapolate tre storie principali che ci descrivono una città sopraffatta dal male e dalla trasgressione e che meriterebbero ognuna una recensione ad hoc (alcuni fanatici della “Città del Peccato” hanno addirittura proposto il film rimontato seguendo l’ordine temporale degli eventi.) A queste si aggiungono prologo ed epilogo, tratti del racconto “Il Cliente ha Sempre Ragione” che ci mette immediatamente di fronte ad un omicidio di cui non conosciamo le ragioni. Interpreto questo sketch come un manifesto del credo e del lavoro di Miller, quasi a voler mettere in guardia lo spettatore sullo stile cupo e le tematiche cruente trattate nell’opera. Continuando sullo stesso trend, in “Quel Bastardo Giallo” ci racconta di uno spregevole stupratore di bambin… [CONTINUA A LEGGERE L’ARTICOLO]