Perdona, perdonalo!

Horror muto datato 1921 del maestro svedese Victor Sjostrom. Un film che nonostante i suoi quasi 100 anni sul groppone, ancora sa terrorizzare e che ispirò addirittura Kubrick per la famosa scena dell’ascia conficcata nella porta in Shining.

A Capodanno, la suora dell’Esercito della Salvezza, Edit, malata di tubercolosi, chiede alla madre e la sua collega, Maria, di chiamare David Holm a farle visita sul letto di morte. Nel frattempo, David (un alcolizzato) è a raccontare la leggenda del famoso carretto fantasma e dei suoi cocchieri maledetti a due ubriaconi in un cimitero. Secondo la leggenda, l’ultimo peccatore a morire l’ultimo dell’anno diventa il conduttore del carro con cui deve andare a prendere tutte delle anime perdute da consegnare all’oltretomba. Quando David si rifiuta di visitare Edit, i suoi amici hanno una discussione con lui, e dalla colluttazione che ne nasce, David muore. Quando arriva il cocchiere, egli riconosce il suo amico George, che morì alla fine dello scorso anno.

George rivisita parti della vita di David tramite dei flashback, e gli mostra come gretta ed egoista David fosse la sua vita. Un mix malato tra un Shining appunto ed Il fantasma dei natali passati, impreziosito da una nuova colonna sonora che mette i brividi. Un horror avanti per i suoi tempi con un ritmo davvero azzeccato. Poderoso.