La Grande Scommessa

The Big Short, 2015 · Adam McKay

Biografico / Commedia130 min

Nel 2005 Michael Burry scommette contro il mercato immobiliare e vede arrivare la crisi che nessuno vuole ammettere. Finanza, ironia e rabbia in Adam McKay.

Recensione di

★★★★★ ★★★★★
Voto medio: 4,36
(86 voti totali)

“Tutti firmeranno qualsiasi pezzo di carta, pur di avere una casa.”

Nel campo delle scommesse la facilità di guadagno è inversamente proporzionale alla probabilità che un evento accada. Proprio per questo, quando Michael Burry nel 2005 cominciò a scommettere milioni di dollari contro il solidissimo mercato immobiliare americano, le banche furono ben contente di vendergli i contratti finanziari che chiedeva, considerandolo quasi un pazzo. Purtroppo il visionario Michael aveva semplicemente analizzato con pazienza gli indizi che il mercato del “mutuo facile” aveva dato: le banche americane stavano concedendo prestiti sempre più rischiosi, impacchettandoli in prodotti finanziari che continuavano a ricevere valutazioni rassicuranti. Questa sua intuizione cominciò a circolare nell’ambiente e portò diversi operatori a seguirne le orme.

Il film ci accompagna verso la crisi del 2008 senza chiedere allo spettatore di diventare un economista. Michael Burry, interpretato da Christian Bale, è un tipo decisamente fuori dagli schemi: ascolta musica a tutto volume, ragiona sui numeri e si ostina a vedere quello che gli altri preferiscono ignorare. Attorno a lui si muovono finanzieri, investitori e intermediari che comprendono, ciascuno a modo proprio, quanto sia fragile il castello di carte. Il paradosso è che avere ragione significa guadagnare proprio mentre milioni di persone rischiano di perdere la casa.

La Grande Scommessa è una pellicola drammatica con il retrogusto del documentario. Evidenti i rimandi al titolo vincitore dell’Oscar nel 2011, quell’Inside Job che, con un tono a tratti quasi alla Michael Moore, già ci raccontava i meccanismi dietro il crollo dell’economia americana. Il titolo diretto da Adam McKay aggiunge a questi ingredienti un cast da urlo: Pitt, Gosling e Bale sono un tridente che farebbe impallidire i tifosi del Barcellona. A loro si aggiunge uno Steve Carell sorprendentemente efficace in un ruolo carico di rabbia e disillusione.

Il risultato è efficace e non scontato. Poco più di due ore ricche di concetti finanziari, spiegati perfino da Selena Gomez al tavolo da blackjack o dallo chef Anthony Bourdain nella sua cucina. Queste parentesi surreali non sono semplici trovate comiche: rendono comprensibili strumenti finanziari che, dietro nomi complicati, nascondevano rischi enormi. Il montaggio è velocissimo, i personaggi parlano direttamente alla macchina da presa e l’ironia diventa sempre più amara man mano che ci si avvicina al disastro. Ed è proprio quando gli affari sembrano andare a gonfie vele che arriva il pugno nello stomaco: i guadagni di pochi coincidono con le perdite di tantissime famiglie. Insomma, una pellicola spassosa e una triste storia (vera) di come una spregiudicata politica economica possa rovinare un’intera nazione. La Grande Scommessa è capace di farci riflettere, arrabbiare, senza annoiarci, anche se non capiamo nulla di finanza.