Siete amanti delle commedie di Ben Stiller? NON guardatelo. A Natale aspettate solo la serata in cui il vostro fidanzatino/a vi porta a vedere il cinepanettone (rigorosamente equipaggiati con popcorn)? NON guardatelo. Cercate qualcosa di alternativo e trasgressivo con cui poter fare viaggi mistici senza fare uso di sostanze illecite? Benvenuti nella Acid House!
Film inglese con classiche ambientazioni alla Trainspotting (da cui ha ereditato il protagonista Ewen Bremner), sicuramente non a livello del capolavoro di Boyle, ma comunque da consigliare come valida alternativa, forse anche troppo esasperata in alcuni casi. La trama è divisa nettamente in tre storie che non si incrociano e nemmeno si sfiorano (ha poca importanza, non è quello che vuole ottenere Paul McGuigan) con un unico denominatore comune: il disagio. Certamente non adatto a tutta la famiglia e nemmeno ad un pubblico vasto, ma per gli amanti del genere, e se avete una buona dose di birra da accompagnare alla visione è super consigliato. Non cercate di capirlo tutto, non ci riuscirete; schiacciate play e lasciatelo scorrere senza farvi troppe domande, il senso di angoscia e disorientamento che avrete alla fine della proiezione sono effetti collaterali previsti e voluti con tutte le forze dal regista! Visionario e onirico, forse anche troppo.
The Acid House nasce da tre racconti di Irvine Welsh, lo scrittore di Trainspotting, che firma anche la sceneggiatura. Paul McGuigan li trasforma in tre episodi autonomi ambientati in una Edimburgo sporca, aggressiva e lontanissima da qualunque cartolina turistica: The Granton Star Cause, A Soft Touch e The Acid House. Non c’è bisogno che le storie si incrocino, perché a tenerle insieme bastano il tono, la rabbia e una galleria di personaggi che sembrano sempre a un passo dall’umiliazione definitiva.
Il primo episodio è forse quello più apertamente grottesco, con un disgraziato che dopo una giornata catastrofica incontra Dio in un pub; il secondo è molto più crudo e terreno, una storia di debolezza, tradimento e violenza domestica; il terzo parte invece per la tangente psichedelica e porta fino in fondo il titolo del film. Ewen Bremner è il volto più immediatamente riconoscibile per chi arriva da Trainspotting, ma nel cast passano anche Kevin McKidd, Stephen McCole e Michelle Gomez.
Non tutto funziona allo stesso livello e proprio la struttura a episodi rende inevitabile preferirne uno agli altri. Però l’insieme ha una personalità che oggi si incontra raramente: sporco, proletario, osceno, arrabbiato e a tratti quasi allucinatorio. Se cercate una commedia britannica accomodante, statene lontani; se invece volete qualcosa di storto, sgradevole e fieramente alternativo, allora sì: benvenuti davvero nella Acid House.

