28 Giorni Dopo

28 Days Later - Danny Boyle, 2002


Voto medio: 4,35
(86 voti totali)

Film da vedere consigliato da

DURATA: 112 minuti
GENERE: Drammatico, Distopico, Horror, Thriller
CAST: Cillian Murphy, Christopher Eccleston, Naomie Harris, Brendan Gleeson.

“Vuoi salvare il mondo? O ci vogliamo innamorare per poi scopare? Secondo me, il meglio che possiamo fare è sopravvivere!”

Il mondo dei titoli catastrofici è come il mercato del pesce: tutti ti vogliono vendere i propri prodotti spacciandoli per i più buoni, ma pochissimi sono realmente freschi. 28 Giorni Dopo è una piacevole sorpresa: non è caviale, certo, ma si lascia mangiare eccome. E magari ti lascia pure un buon retrogusto. Danny Boyle è camaleontico, non c’è che dire, e nel 2002 decide di mettere da parte l’estetica cool di Trainspotting per avventurarsi nel mondo marcio e disperato degli zombie. Lo fa a modo suo, ovviamente, raccontandoci la vicenda di un gruppo di animalisti inglesi che libera, con nobile incoscienza, dei poveri scimpanzé usati come cavie da laboratorio. Peccato che le scimmie siano sì vittime, ma pure aggressive e portatrici di un virus epidemico altamente contagioso. Bastano pochi secondi e zac: l’infezione si propaga con furia animalesca, trasformando gli umani in creature rabbiose, morti viventi senza cervello ma con la corsa da velocisti olimpionici.

Ventotto sono i giorni che passeranno da quel momento al risveglio di Jim (un Cillian Murphy pallido e spaesato al punto giusto) da uno stato comatoso, conseguenza di un incidente. Si risveglia in un ospedale vuoto, si aggira per una Londra spettralmente deserta, e il mondo che conosceva è svanito nel nulla. Non ci sono notizie, non ci sono persone, solo spazzatura per le strade e silenzio. Ma non quel silenzio poetico alla “fine del mondo”, no: un silenzio teso, carico di qualcosa che si nasconde appena fuori campo.

Benché le premesse possano sembrare banalotte, la mano del regista – premio Oscar per The Millionaire, ma qui ben lontano dal gusto patinato – è sapiente, decisa, senza fronzoli. Boyle gira con pochissimi mezzi e tanta inventiva, costruendo una pellicola che funziona proprio grazie alla sua essenzialità. Il digitale sporco, le inquadrature nervose, le luci naturali e le location reali (una Londra svuotata all’alba, da brividi) restituiscono un senso di realismo disturbante, una sorta di docu-horror che ti si appiccica addosso.

Il cast è azzeccato: attori emergenti, volti non ancora abusati dal grande pubblico, che proprio per questo riescono a restituire verità. Jim non è un eroe, è un ragazzo qualsiasi, spaesato, fragile, che deve imparare a sopravvivere in un mondo impazzito. Con lui ci sono Selena, una ragazza tosta che ha smesso da tempo di credere nel prossimo, e il padre con figlia che regalano un tocco di umanità nel disastro. E proprio quando pensi che gli zombie siano il peggio, ecco che arriva l’esercito. Ma stavolta niente salvezza hollywoodiana: Boyle ci ricorda che a volte, tra i vivi, si nasconde il vero orrore.

Tirando le somme, il titolo in esame è, insieme a The Day After Tomorrow e Io sono Leggenda, a mio parere, uno dei migliori esemplari di questa “razza” forse troppo comune e sfruttata. Ma dove altri film si limitano all’effetto speciale, 28 Giorni Dopo colpisce per atmosfera, ritmo e intuizioni narrative. È una pellicola che osa, senza strafare, e riesce a rinfrescare un genere che sembrava morto (più morto dei suoi stessi mostri). Da segnalare anche un sequel, 28 Settimane Dopo, diretto da Juan Carlos Fresnadillo: ho avuto il coraggio di vederlo… voi non fatelo! Mentre invece il sequel datato 2025, sempre per mano di Danny Boyle – 28 Anni Dopo – beh… se lo vedete cliccabile sará ben un film da vedere, no?