Scott Turner, interpretato da Tom Hanks, è un investigatore di polizia metodico fino all’ossessione: casa immacolata, vestiti ordinati, routine precise e pochissima tolleranza per qualsiasi forma di caos. Sta per lasciare la tranquilla cittadina di Cypress Beach in cerca di casi più importanti quando il suo amico Amos Reed viene ucciso. Il testimone più vicino al delitto non è però una persona, bensì Hooch, l’enorme Dogue de Bordeaux di Amos. Per continuare l’indagine Turner è costretto a portarsi dietro proprio l’animale che sembra incarnare tutto ciò che lui non sopporta.
Da quel momento la sua casa, prima letteralmente un gioiello, diventa il campo di battaglia perfetto per una commedia. Hooch sbava, rompe, mangia, occupa spazi e ignora con serena indifferenza le urla del nuovo padrone. Tom Hanks è bravissimo proprio nelle reazioni: più Scott cerca di mantenere il controllo, più il cane gli dimostra che certe cose non possono essere organizzate con una lista. Ma il rapporto cambia poco alla volta. Hooch non è soltanto una calamità domestica, è anche l’unico possibile testimone dell’omicidio e comincia a diventare per Scott qualcosa di molto più vicino a un compagno. La gag dell’uomo ordinatissimo costretto a convivere con il cane più ingestibile del mondo è prevedibile, ma funziona perché sotto il disastro domestico cresce un affetto sincero.
L’indagine porta Turner anche a conoscere Emily Carson, la veterinaria interpretata da Mare Winningham. La presenza del cane finisce così per sconvolgere non soltanto la casa ma anche la vita sentimentale del poliziotto. Emily è una delle poche persone che non considera Hooch semplicemente ingestibile e, proprio attraverso di lei, Scott comincia a smettere di trattarlo come un problema da risolvere. Il contrasto fra il controllo quasi maniacale del protagonista e l’imprevedibilità dell’animale diventa così anche un piccolo percorso di cambiamento personale. Roger Spottiswoode tiene insieme il giallo e la commedia senza complicare troppo nessuna delle due parti: il mistero serve a dare una direzione alla storia, ma quello che ricordiamo è soprattutto la strana coppia formata dall’uomo maniaco dell’ordine e dal mastino più casinaro possibile.
Turner e il Casinaro è una commedia molto semplice e il suo meccanismo cane-poliziotto è diventato familiare, ma Hanks e Hooch riescono a renderlo tenero senza eliminare le gag. È uno di quei film da vedere quando si ha voglia di qualcosa di rassicurante, con un po’ di indagine e molto affetto per gli animali. Scott voleva soltanto una vita più ordinata e un caso interessante: ottiene entrambe le cose, ma nel modo più rumoroso e bavoso possibile. E alla fine è proprio il caos a renderlo un personaggio più umano.

