Chi ha incastrato Roger Rabbit

Who Framed Roger Rabbit, 1988 · Robert Zemeckis

Animazione / Commedia103 min

Un detective deve scagionare Roger Rabbit in una Hollywood dove uomini e cartoon convivono. Zemeckis fonde noir e animazione con tecnica ancora sorprendente.

Recensione di

★★★★★ ★★★★★
Voto medio: 4,04
(27 voti totali)

“Dì un po’, Eddie… hai un coniglio in tasca o sei contento di vedermi?”

Io lo so chi ha incastrato Roger Rabbit! Chi non lo sa? Se per caso non sai dare una risposta a questa domanda… non perdere tempo e cerca un modo per vedere questo Cult! Ma se non ti bastasse come motivazione il fatto che sia una pellicola che ha allietato intere generazioni, allora proverò a convincerti con queste poche e semplici righe. Robert Zemeckis costruisce un noir ambientato nella Hollywood del 1947 e lo riempie di cartoni animati senza mai trattarli come semplici decorazioni: a Toontown i personaggi disegnati lavorano, litigano, fanno spettacolo e convivono con gli esseri umani come se fosse la cosa più normale del mondo. È proprio questa serietà applicata all’assurdo a far funzionare ancora oggi il film.

Innanzitutto: sto parlando di uno dei migliori film fatti con tecnica mista, ossia ottenuto grazie all’interazione di attori veri con personaggi animati. È però unico nel suo genere perché ospita cartoni di diverse case d’animazione, provenienti soprattutto dagli studi Disney e Warner Bros. Attorniati da questi strani accostamenti — Topolino con Bugs Bunny o Paperino con Daffy Duck, ad esempio — scopriamo quindi le vicende di un personaggio altrettanto memorabile, pur facendo la sua comparsa solo in questa pellicola: Roger Rabbit, un incredibilmente goffo e stupido coniglio animato. Sua moglie e fedele compagna è Jessica Rabbit, una prorompente showgirl che fa gola anche agli uomini in carne ed ossa. L’investigatore privato Eddie Valiant (il grande Bob Hoskins) viene messo in pista per cercare di documentare il presunto tradimento di Jessica, ma tutto questo fa parte di una grossa cospirazione macchinata da… chi ha incastrato Roger Rabbit, ovviamente! Hoskins merita metà del miracolo: deve reagire a personaggi che sul set non esistono davvero e riesce a farci dimenticare quasi subito il trucco tecnico. Anche Christopher Lloyd, nei panni del terrificante Giudice Morton, porta nel film una cattiveria che da bambini può fare parecchia più paura di quanto ci si aspetti da una commedia con i cartoni.

Stra-Cult della commedia anni ’80, impreziosita dai personaggi animati che a loro volta animano questa pellicola imperdibile. Non sarebbe lo stesso con attori reali, data l’impossibilità di realizzazione di alcune scene che risulterebbero “violente”… ma che per i cartoni sono quotidiana routine, se non lavoro vero e proprio. Il lavoro tecnico resta impressionante: il film vinse gli Oscar per montaggio, montaggio sonoro ed effetti visivi, oltre a un premio speciale assegnato a Richard Williams per la direzione dell’animazione. Ma la cosa più bella è che tutta quella tecnica non si vede mai come un esercizio fine a sé stesso: serve a raccontare una storia divertente, veloce e sorprendentemente noir. Neanche le moderne tecniche di computer-grafica potrebbero conferire miglioramenti ad una produzione che risulta perfetta così com’è. Se vi interessa vedere come il cinema contemporaneo prova ancora a mischiare attori e personaggi animati, sul sito trovate anche Coyote vs. Acme; ma nel cuore di svariate generazioni, Roger Rabbit resta unico ed inimitabile!