Il sogno proibito di molti uomini e donne, Scarlett Johansson, interpreta una pericolosa aliena dalle sembianze umane, che gira per le strade della Scozia su un furgone, e il cui fine sembra quello di sfruttare il proprio fascino per adescare uomini e intrappolarli per sempre in una specie di mondo parallelo. Tuttavia, con il trascorrere dei minuti, la seducente protagonista da predatrice letale si converte in preda impaurita del pianeta che la ospita.
La Scozia che attraversa non ha nulla di rassicurante: strade umide, periferie grigie, volti sconosciuti. Glazer osserva questi luoghi con uno sguardo quasi documentaristico, e proprio questa normalità rende ancora più inquietanti gli incontri sul furgone. Le sequenze in cui gli uomini seguono la protagonista sembrano sospese fuori dal tempo, in uno spazio nero e astratto che non ha bisogno di molte spiegazioni per mettere a disagio.
La prova della Johansson è notevole anche perché deve comunicare moltissimo con pochissime parole: bastano uno sguardo incerto, una pausa, una piccola esitazione per suggerire che qualcosa stia cambiando. E la colonna sonora di Mica Levi, fatta di suoni stranianti e insistenti, accompagna alla perfezione questa sensazione di trovarci in un mondo familiare e insieme incomprensibile. Più che raccontare un’invasione aliena, il film ci costringe a guardare gli esseri umani dall’esterno, con tutta la loro fragilità e crudeltà.
Un film, questo del regista Jonathan Glazer, assolutamente visionario e metaforico, raffinato e di sicuro impatto visivo. Certamente molto lento per gli standard attuali e caratterizzato da una sceneggiatura volutamente scarna (senza praticamente dialoghi) ma non per questo povera. Una pellicola da vedere, con calma e attenzione, per godere di un’opera assai curata dal punto di vista estetico-tecnico, e che ci invita a riflettere su ciò che è “diverso” senza spiegazioni facilone ma utilizzando immagini, musica e qualche effetto speciale, il tutto in modo sapiente e ponderato.

