Cose Molto Cattive è un film di Peter Berg dell’ormai lontano 1998. Molti conoscono Christian Slater per aver visto Il Nome della Rosa ma, credetemi, la miglior interpretazione di Slater è tutta in questo piccolo gioiello poco conosciuto. Non è un capolavoro certo, ma è sicuramente un film che non ha nulla da invidiare ai migliori “pulp movie” hollywoodiani. Un film cinico, psicotico ma allo stesso tempo comico e divertente; oserei dire addirittura successivamente “copiato” – vedi Una Notte da Leoni…! In poche parole: assolutamente da vedere!
La premessa è di quelle che sembrano nate apposta per una commedia da addio al celibato: Kyle sta per sposare Laura e parte per Las Vegas con quattro amici, tra alcol, droga e una serata che dovrebbe essere l’ultima grande follia prima del matrimonio. Il problema è che la festa degenera quasi subito in un incidente mortale e il gruppo decide di fare la cosa peggiore possibile: nascondere tutto. Da lì in poi Peter Berg costruisce una spirale di menzogne, panico e violenza in cui ogni tentativo di sistemare la situazione produce un disastro ancora peggiore. Christian Slater è perfetto come Robert Boyd, quello che davanti al caos non perde la testa perché, semplicemente, sembra averla persa già da prima. Jon Favreau, Jeremy Piven, Daniel Stern e Leland Orser completano un gruppo di amici che diventa progressivamente più meschino, paranoico e incapace di fermarsi, mentre Cameron Diaz porta nel film un’altra forma di follia: quella della futura sposa determinata a far arrivare il matrimonio al traguardo a qualsiasi costo.
Il bello è che Cose Molto Cattive non cerca quasi mai di rendere simpatici i suoi personaggi. Anzi, più la situazione precipita e più il film sembra divertirsi a mostrarli mentre tirano fuori il peggio di sé. È qui che la commedia nera funziona davvero: si ride non perché quello che succede sia leggero, ma perché l’escalation diventa talmente assurda e crudele da trasformarsi in una macchina comica. Il paragone con Una Notte da Leoni resta inevitabile per la partenza da addio al celibato a Las Vegas, ma il tono è completamente diverso: qui non c’è una grande amicizia da salvare né un’avventura da ricostruire il mattino dopo, c’è soltanto gente che prende una pessima decisione dopo l’altra. Se amate le commedie nere senza personaggi rassicuranti, moralismi o freni, è proprio questo il motivo per recuperarlo. Era anche l’esordio alla regia di Peter Berg, e si sente quella voglia di esagerare che a tratti rende il film sgradevole ma anche molto personale. Non tutte le gag funzionano e qualche passaggio cerca lo shock con troppa insistenza, però l’energia resta notevole fino alla fine. È uno di quei film da consigliare con una piccola avvertenza: se cercate una commedia elegante, state lontani; se volete vedere fin dove può arrivare un addio al celibato quando ogni scelta morale viene buttata dalla finestra, siete nel posto giusto.
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