Ratatouille

2007 · Brad Bird, Jan Pinkava

Animazione / Commedia107 min

Remy ha un palato da chef ma il piccolo problema di essere un ratto. Con Linguini entra di nascosto in cucina e Pixar fa della gastronomia una vocazione.

Recensione di

★★★★★ ★★★★★
Voto medio: 3,88
(8 voti totali)

“Ricorda che chiunque può cucinare!”

La trama parla di un topolino di campagna francese diviso dalla sua colonia che si ritrova in uno dei ristoranti più famosi di Parigi. Remy è un topolino abilissimo nell’arte culinaria ma che chiaramente non è molto gradito in cucina, anzi. Conoscerà Linguini, ragazzo pasticcione che cerca lavoro come sguattero, che mentre lava i piatti vede il piccolo Remy trafficare con la zuppa che proprio lui aveva preparato. All’uscita in sala la zuppa riscuote un grande successo: il merito viene dato ovviamente a Linguini. Così i due si “alleano” ed il topolino, nascondendosi nel suo cappello, lo farà diventare uno degli chef più famosi di Parigi.

Un film semplice e d’intrattenimento, adatto ai più piccoli ma tutt’altro che riservato a loro, perché ci fa capire che dobbiamo sempre credere nei nostri sogni senza trasformare questa idea nella solita lezioncina. Remy non vuole semplicemente diventare bravo a cucinare: vuole fare qualcosa che, secondo il mondo in cui è nato, non dovrebbe nemmeno desiderare. Linguini, dall’altra parte, è quasi il suo opposto: si trova in cucina senza avere particolare talento e ha bisogno del topolino per riuscire a non combinare disastri. È proprio questa strana alleanza a rendere Ratatouille così divertente.

Brad Bird costruisce poi attorno ai due protagonisti una serie di personaggi memorabili. Colette è molto più di un interesse romantico e rappresenta la fatica necessaria per conquistarsi spazio in una cucina professionale; Skinner è un antagonista perfetto proprio perché prende sul serio l’assurdità di un ratto-cuoco; soprattutto Anton Ego, il temutissimo critico gastronomico, permette al film di arrivare a uno dei suoi momenti più belli senza bisogno di grandi colpi di scena. Il rapporto con il cibo diventa memoria, identità, creatività e perfino capacità di cambiare idea.

La qualità Pixar qui è altissima anche dal punto di vista visivo: Parigi, i piatti, il movimento frenetico della cucina e perfino il modo in cui Remy percepisce sapori e odori danno al film una personalità precisa. E i premi lo confermano: agli Oscar del 2008 Ratatouille vinse come miglior film d’animazione e ottenne anche la nomination per la migliore sceneggiatura originale, risultato tutt’altro che scontato per un film animato. Consigliatissimo, quindi, non solo ai bambini ma a chiunque abbia mai desiderato fare qualcosa che gli altri consideravano fuori dalla sua portata. E la cosa migliore è che il film non ridicolizza mai quel sogno: ci ricorda piuttosto che il talento può arrivare dai posti più improbabili e che riconoscerlo richiede curiosità, umiltà e un po’ di coraggio. Anche per questo Ratatouille continua a funzionare così bene a distanza di anni: è leggero, divertente e accessibile, ma sotto la superficie parla seriamente di vocazione, giudizio e possibilità di sorprendere gli altri.