“E se Hitler non fosse morto?”
Interessante thriller che trae linfa vitale da fatti storici realmente accaduti, salvo poi intraprendere una strada indipendente.
La storia infatti prende spunto dagli esperimenti di Josef Mengele, spietato scienziato che durante la seconda guerra mondiale, agli ordini di Hitler, compie innumerevoli esperimenti per la selezione della razza ariana, con l’intento perverso di trovare la ricetta per l’uomo perfetto. Nella finzione del film, durante la sua latitanza in Sud America, l’esaltato professore continua la sua personale battaglia e, per arrivare al suo obiettivo, sceglie 94 bambini e cerca di ricreare nelle loro vite le circostanze vissute dal Führer nell’infanzia, in modo da riuscire a generarne eredi.
Tradizionale e ben architettata pellicola di genere drammatico/thriller che fonda la sua ottima riuscita sfruttando abilmente una geniale idea di base e sviluppandola senza troppi fronzoli ma sfruttando un cast di alto livello. Il contrasto fra l’orrore della storia vera e l’ipotesi fantascientifica su cui si regge il racconto è proprio ciò che rende interessante la vicenda. Non è necessario credere possibile ogni svolta della trama per lasciarsi coinvolgere: basta l’idea di un passato che rifiuta di scomparire. Gregory Peck nei panni di Mengele e Laurence Olivier in quelli del cacciatore di nazisti Ezra Lieberman danno spessore a questo gioco inquietante. Più che sui colpi di scena a effetto, il film punta sul dubbio e su un pericolo che prende forma poco alla volta, senza perdere l’eleganza dei thriller di una volta. Produzione adatta ad un pubblico attento ed interessato a storie originali ma non di pura fantasia. Pellicola-cineforum per una serata da cinecultori!

