“Che personaggio ripugnante, debole, ed egoista!” – “La colpa è sua! Lui mi ha scritto così!”
Un’avventura fantastica molto originale e piacevole, per passare una serata leggera e tranquilla. Il film narra le vicende di Mortimer, un rilegatore di libri alla ricerca di un libro introvabile. Egli è un “lingua di fata”, ossia un personaggio leggendario in grado di trasformare i personaggi di un tomo in realtà con la sola lettura ad alta voce; scopre di esserlo solo quando, leggendo un racconto a sua figlia, causa accidentalmente la sparizione della moglie. Infatti, così come riusciva a materializzare i protagonisti degli spezzoni che leggeva, allo stesso tempo qualcuno del mondo reale veniva trasportato nelle pagine del libro. Questo lo apprendiamo solo durante il corso del film assieme alla figlioletta, cui per anni era stata nascosta la verità sulla mancanza della madre. Nel frattempo i personaggi resi reali del libro in questione (“InkHeart”), essendo una banda di delinquenti, cercano in tutti i modi di ostacolarlo nella risoluzione della disavventura per rimanere in un mondo migliore e cercare di accumulare ricchezze e potere grazie ad altri “lingua di fata”.
Trama semplice, a dispetto del mio tentativo di riassunto, ma per nulla scontata! La cosa più simpatica è proprio l’idea che le parole possano uscire dalla carta e combinare guai nel mondo reale: ogni lettura diventa una sorpresa, e anche un libro apparentemente innocuo può nascondere personaggi poco raccomandabili. Mi piace anche il fatto che questa magia non sia senza conseguenze, perché per ogni creatura che arriva c’è qualcuno che rischia di sparire tra le pagine. È un espediente che rende la ricerca di Mortimer più coinvolgente e dà alla storia quel pizzico di malinconia che non guasta. E’ una pellicola poco impegnativa, adatta agli amanti del mondo delle favole ed ai sognatori!

