Lady Vendetta

친절한 금자씨 - Chinjeolhan geumjassi, 2005 · Chan-wook Park

Thriller112 min

Dopo tredici anni di carcere, Geum-ja prepara la vendetta contro l’uomo che le ha distrutto la vita. Park Chan-wook chiude la trilogia con eleganza e ferocia.

Recensione di

★★★★★ ★★★★★
Voto medio: 4,24
(41 voti totali)

“Perché hai cambiato trucco? Perché usi quell’ombretto color sangue?”

Il titolo dice tutto: è così che si chiude la trilogia della vendetta del coreano Park Chan-wook, dopo Mr. Vendetta e Oldboy. È facile pensare che anche ai meno appassionati del genere venga automatico l’accostamento al decisamente più conosciuto Kill Bill, a cui si avvicina per la presenza di una vendetta preparata con pazienza, ma dal quale si allontana praticamente in ogni altro aspetto. L’atmosfera, già dalle prime battute, è silenziosa, fredda, bianca, quasi avulsa dal mondo reale. Park non cerca l’adrenalina tarantiniana: costruisce qualcosa di molto più rituale, elegante e inquietante.

Ed è in questo clima che Geum-ja, interpretata da Lee Young-ae, assorbe, elabora, progetta e scatena la propria rabbia. Ha trascorso tredici anni in carcere dopo essere stata costretta a confessare un rapimento e un omicidio che non aveva commesso, e durante la detenzione si è costruita una reputazione quasi angelica. Una volta libera, però, quella bontà si rivela anche parte di un piano. Il bersaglio è Mr. Baek, interpretato da Choi Min-sik, l’uomo che l’ha manipolata e privata di anni di vita. Park Chan-wook trasforma così la vendetta in qualcosa di molto meno semplice del classico “occhio per occhio”: Geum-ja vuole punire, ma cerca anche una forma di espiazione.

Tutto avviene senza mai abbandonare una sensazione generale di calma apparente e di premeditazione minuziosa. La fotografia, i costumi e il trucco contribuiscono a trasformare Geum-ja in una figura quasi fiabesca, mentre il film alterna pace assoluta, flashback drammatici, violenza, grottesco e ironia nerissima. Non c’è gusto gratuito per lo splatter: quando la storia diventa davvero crudele, Park ci costringe soprattutto a chiederci se la vendetta possa dare sollievo o se lasci soltanto un’altra forma di vuoto.

È proprio questo a rendere Lady Vendetta un finale perfetto per la trilogia. Dopo la furia di Oldboy, qui la vendetta è organizzata, condivisa, quasi amministrata, e per questo forse ancora più disturbante. Lee Young-ae è eccezionale nel tenere insieme dolcezza e ferocia, e il film conserva un’eleganza visiva impressionante anche nei momenti più duri. Difficile accostarlo davvero al capolavoro tarantiniano, ancora più pericoloso preferirlo: de gustibus… Io, comunque, lo considero uno dei titoli più raffinati e inquietanti di Park Chan-wook. Anche perché riesce a essere visivamente bellissimo senza mai rendere “bella” la vendetta: più il piano di Geum-ja si compie, più il film diventa ambiguo, triste e moralmente scomodo. Ed è proprio lì che resta addosso. Più che liberare Geum-ja, il compimento del piano sembra costringerla a guardare in faccia tutto ciò che ha perduto. È questa malinconia, più ancora della violenza, a dare al film il suo peso.

Scheda del film

Titolo originale
친절한 금자씨 - Chinjeolhan geumjassi
Regia
Chan-wook Park
Durata
112 minuti
Genere
Cast
Lee Yeong-ae, Choi Min-sik, Lee Seung-Shin

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