“Ricordati di non dimenticare.”
Capolavoro cinematografico di Christopher Nolan che sfrutta al meglio la brillante sceneggiatura preparata dal fratello Jonathan. Memento è uno di quei film che non si limitano a raccontare una storia, ma la trasformano in un’esperienza da vivere quasi fisicamente, costringendo lo spettatore a entrare nella mente spezzata del suo protagonista.
Il film ci racconta la storia di Leonard Shelby (Guy Pearce), un ex assicuratore in cerca di vendetta, dopo aver perso l’adorata moglie durante un’aggressione subita nella propria casa. Purtroppo la donna amata non è l’unica cosa di cui Shelby è stato privato in quel tragico incidente: a causa di un colpo ricevuto alla testa, è rimasto infatti vittima di una rara forma di amnesia che comporta la totale mancanza di memoria a breve termine. L’uomo ricorda tutto fino al trauma ma da quel momento non può accumulare ulteriori ricordi, in quanto la sua capacità di immagazzinarne di nuovi dura appena pochi minuti; poi di nuovo il buio. Per lui è come se il tempo si fosse fermato e la realtà del presente avesse perso qualsiasi senso logico, se non quello di cercare disperatamente i colpevoli per la morte della moglie. Non potendosi fidare della sua mente, per proseguire nelle sue ricerche dovrà ricorrere ad alcuni stratagemmi come tatuarsi addosso parole chiave e scattare foto di tutte le persone con le quali viene a contatto.
La trama in sé, seppur estremamente avvincente, è comunque messa quasi in secondo piano dall’ingegnoso ed innovativo montaggio con il quale il regista struttura il susseguirsi degli eventi. L’obiettivo è quello di ricreare il punto di vista del protagonista, generando nello spettatore la sensazione di disorientamento e affanno di cui è vittima Shelby ogni qual volta viene tradito dalla sua labile memoria. Nolan gioca con il tempo, lo frantuma, lo ricompone e lo rende una specie di labirinto mentale, dove ogni certezza dura pochissimo e ogni dettaglio può diventare fondamentale. Il risultato è un thriller psicologico teso, cupo e perfettamente costruito, capace di mantenere altissima l’attenzione fino all’ultima rivelazione.
Ottima anche l’interpretazione di Guy Pearce, che riesce a rendere credibile un personaggio fragile e ostinato, disperato e pericoloso, sempre in bilico tra lucidità e autoinganno. Accanto a lui, Carrie-Anne Moss e Joe Pantoliano aggiungono ulteriore ambiguità a un mondo in cui nessuno sembra davvero affidabile. Memento non è solo un film sulla memoria, ma anche sulla necessità umana di dare un senso al dolore, persino quando quel senso potrebbe essere costruito su una bugia. “Memento” in latino significa “ricordati”: voi fidatevi di me e ricordatevi di vedere questo film imperdibile!!!



