Sacha è un musicista e compositore che ama il jazz, le serate con gli amici e soprattutto una vita senza troppi legami. Niente sveglia, niente matrimonio, niente bambini: le responsabilità gli interessano poco e le relazioni durano finché rimangono leggere. Charlotte, interpretata da Sophie Marceau, è praticamente il suo contrario. Ha tre figli, due ex mariti e un lavoro nel mondo dell’arte contemporanea, quindi le sue giornate sono un esercizio continuo di organizzazione. I due si incontrano per caso sotto la pioggia, Charlotte cade letteralmente ai piedi di Sacha e fra loro scatta un colpo di fulmine immediato.
Da qui Per Fortuna Che Ci Sei costruisce la propria commedia romantica sul contrasto più classico possibile: due persone che non dovrebbero funzionare insieme e invece non riescono a stare lontane. Per Sacha il vero trauma non è innamorarsi, ma scoprire che insieme a Charlotte arrivano anche tre bambini, orari, imprevisti e responsabilità che ha sempre accuratamente evitato. Gad Elmaleh gioca molto bene sulla goffaggine di un uomo convinto di poter mantenere la propria vita da bohémien mentre tutto intorno comincia a cambiare. I bambini, in particolare, sono il banco di prova perfetto: Sacha vorrebbe evitarli, ma proprio attraverso piccoli disastri quotidiani comincia a capire che stare con Charlotte significa accettare un pacchetto completo e non soltanto la parte romantica.
Le difficoltà non dipendono soltanto dai figli. Alain, uno degli ex mariti di Charlotte e anche il suo datore di lavoro, non accetta affatto la nuova relazione e usa il proprio potere per rendere la vita professionale di Sacha più complicata. Nel frattempo Sacha e l’amico Laurent stanno cercando di portare avanti uno spettacolo musicale e si presenta la possibilità di lavorare a Broadway. La storia mette quindi il protagonista davanti alla scelta che una commedia romantica prima o poi gli avrebbe inevitabilmente presentato: continuare a vivere come se niente potesse trattenerlo oppure accettare che amare qualcuno significhi fare spazio anche alla sua vita.
James Huth dirige senza reinventare il genere e il film non nasconde mai dove vuole arrivare. Ma Sophie Marceau e Gad Elmaleh hanno una buona chimica, gli equivoci funzionano e la componente familiare evita che la storia sia soltanto una sequenza di appuntamenti. Se cercate un film romantico francese leggero, solare e dichiaratamente sentimentale, è una visione gradevole. Meglio non andare avanti troppo con la trama: godetevi la rediviva Sophie Marceau e lasciate che il film faccia il resto. Il suo sorriso e la goffaggine molto meno controllata del solito sono una parte importante del tono, perché Charlotte non viene mai trasformata nella madre perfetta che sa gestire tutto.

