Quasi Famosi

Almost Famous - Cameron Crowe, 2000


Voto medio: 3,85

“Delle rock star hanno rapito mio figlio!”

Un Oscar come miglior sceneggiatura originale (2001) è poco per questo film, anche se tra nominations varie ed altri prestigiosi premi internazionali, il regista Cameron Crowe credo si sia ritenuto abbastanza soddisfatto. La colonna sonora che ci accompagna per tutta la durata della pellicola è sicuramente meritevole di lode (e Grammy Award): la storia è ambientata negli anni ’70, quindi non possiamo che trovarci di fronte ai capolavori dei Led Zeppelin, Rod Stewart, gli Yes, Cat Stevens, David Bowie, The Who… e tanti altri maestri del rock targato ’70.

Ci troviamo di fronte ad un ragazzino di famiglia ultra-bigotta che sogna di scrivere per la rivista Rolling Stone; incredibilmente a soli 15 anni gli viene offerta questa possibilità andando in tournée con gli Stillwater (gruppo non realmente esistito, ma creato ad hoc nel ruolo dei “quasi famosi”) e intessendo con loro un rapporto molto ambiguo. Se, infatti, per il ruolo di giornalista è considerato come nemico da tutto l’ambiente musicale, dall’altro lato la sua giovinezza e il suo amore per il rock di quei tempi lo faranno diventare parte integrante della compagnia e delle amicizie (a volte malsane) che ruotano intorno alla band.

Lo stereotipo del “sesso, droga e rock’n’roll”, con l’aggiunta di una critica alla musica che iniziò a piegarsi ai voleri delle case discografiche, sono la chiave di lettura che il regista ha voluto dare al film secondo la sua esperienza personale; difatti cerca di descrivere autobiograficamente un mondo in cui lui ha vissuto le stesse situazioni del protagonista. Ecco il motivo per l’assegnazione del meritatissimo Oscar: l’accuratezza con cui sono stati creati i particolari e la loro precisione nel delineare un’epoca che ha segnato la storia del rock sono totalmente trascinanti.

Penny Lane e le groupies che vivono in simbiosi con gli Stillwater sono un’ulteriore ragione di elogio a questa esposizione degli anni ’70. Perfetta l’interpretazione di Kate Hudson, non a caso valsale la nomination come miglior attrice non protagonista a soli 21 anni.

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