Rosemary’s Baby – Nastro Rosso a New York

Rosemary's Baby - Roman Polanski, 1968


Voto medio: 4,33

“Questo non è un sogno. Io non sto dormendo!”

Etichettare questo film di Roman Polanski con il semplice aggettivo di “horror” sarebbe quantomai riduttivo, trattandosi di un vero e proprio classico del cinema. Inoltre, la pellicola scorre davanti agli occhi dello spettatore in modo lento e inesorabile, rifuggendo improbabili colpi di scena, spaventi faciloni, e tutti quegli elementi gore che spesso uno si aspetta da pellicole di questo genere. Assolutamente niente di tutto ciò è invece presente nel capolavoro di Polanski, il quale attraverso una regia attenta e raffinata è capace di creare un’atmosfera di angoscia quasi claustrofobica che si insinua subdola nel petto di chi guarda e lo costringe a rimanere in bilico sino all’ultima angustiosa sequenza.

L’attore novello Guy Woodhouse e la sua giovane moglie Rosemary si trasferiscono in un bellissimo appartamento in un elegante palazzo newyorkese. Sembrerebbe un sogno che si avvera, nonostante una coppia di anziani vicini un po’ pedanti e qualche insuccesso professionale di Guy. Improvvisamente, però, le cose cominciano a girare davvero per il verso giusto per gli sposini, tant’è che Guy ottiene la parte che aveva sempre sognato e Rosemary vede realizzarsi il suo desiderio più grande: rimanere incinta. Ma quale sarà lo scotto da pagare per tutta questa felicità?

Cast veramente impeccabile con una doverosa menzione per la divina Mia Farrow e per Ruth Gordon, la cui interpretazione le valse un Oscar per la migliore attrice non protagonista. Un film psicologico in cui ciò che è reale e ciò che è immaginario si confondono per confondere il pubblico.

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