“Michael Jordan gioca a basket. Charles Manson uccide le persone. Io parlo.”
Thank You For Smoking ridefinisce il concetto di film “politicamente scorretto” introducendoci nel mondo delle lobby americane, in particolare quella del fumo. Il protagonista è Nick Naylor (il bravissimo Aaron Eckhart), portavoce della Big Tobacco. Il suo lavoro e’ semplice: tutti i giorni combatte in televisione e sui giornali contro coloro che sostengono che le sigarette facciano male, facendo gli interessi della propria azienda. Nel frattempo Nick deve cercare di crescere suo figlio, che cerca di emularlo in tutti i modi. Commedia ironica, grottesca, fatta di dialoghi e parole, mai dette a caso. Geniali gli incontri dei MDM (Mercanti di Morte, ovvero esponenti delle lobby del tabacco, delle armi e dell’alcool), gli unici amici del protagonista che incontra regolarmente facendo a gara per chi ha causato più vittime).
Diretto e sceneggiato da Jason Reitman e tratto dal romanzo di Christopher Buckley, Thank You for Smoking è soprattutto una commedia satirica sull’arte di avere ragione anche quando sai perfettamente di avere torto. Nick non deve dimostrare che fumare faccia bene: gli basta convincere chi lo ascolta che la questione possa essere vista da un’altra prospettiva. Ed è qui che il film trova gran parte della sua intelligenza. La lobby del tabacco è il bersaglio più evidente, ma dietro c’è qualcosa di molto più ampio: politici, giornalisti, pubblicitari, aziende e professionisti della comunicazione che trasformano le parole in strumenti con cui vendere praticamente qualsiasi cosa. Nick è perfettamente consapevole del meccanismo e non prova neppure a fingere di essere moralmente superiore agli altri. Lui parla. E parla molto bene.
La trama in sé ha poca importanza, sono i personaggi che contano, su tutti l’istrionico Aaron Eckhart. Il suo personaggio si auto-riassume nella sempre presente voce narrante “Avete presente il tipo che può farsi qualsiasi ragazza? Io sono quello… fatto di crack.”
Ed è difficile immaginare Thank You for Smoking senza di lui. Eckhart rende Nick Naylor contemporaneamente insopportabile e irresistibile: è arrogante, opportunista, brillantissimo e soprattutto talmente bravo a rigirare qualsiasi discussione che ci si ritrova quasi a fare il tifo per lui, pur sapendo benissimo quale industria rappresenta. Intorno gli gira un cast perfetto per questo tipo di commedia: Maria Bello rappresenta la lobby dell’alcool e David Koechner quella delle armi negli splendidi pranzi dei Mercanti di Morte; William H. Macy è il senatore che vuole combattere il tabacco; J.K. Simmons è il capo di Nick, mentre Katie Holmes, Robert Duvall e Rob Lowe completano un universo in cui praticamente tutti hanno qualcosa da vendere, nascondere o raccontare nel modo più conveniente possibile.
La cosa più divertente è che Jason Reitman non costruisce una semplice satira contro le sigarette. Sarebbe troppo facile. Thank You for Smoking prende di mira soprattutto il modo in cui vengono costruite le opinioni e quanto possa diventare sottile il confine tra argomentare e manipolare. Nick insegna persino a suo figlio che non serve dimostrare di avere ragione: può bastare dimostrare che l’altro ha torto. Una filosofia discutibile, certo, ma perfetta per capire il mondo in cui si muove. È anche per questo che il film, nonostante sia uscito nel 2005, è invecchiato sorprendentemente bene: cambia il prodotto, cambia il mezzo di comunicazione, ma la capacità di confezionare un messaggio resta sempre preziosissima.
Il ritmo è veloce, le battute sono continue e la durata contenuta evita alla satira di consumarsi. Non cerca grandi momenti drammatici e non vuole impartire una lezione morale allo spettatore: preferisce farci ridere davanti all’assurdità di certi meccanismi e lasciare che il disagio arrivi qualche secondo dopo. Se cercate una commedia intelligente, cinica e piena di dialoghi memorabili, Thank You for Smoking rimane un film da vedere assolutamente. Anche perché pochi film riescono a rendere così divertente una cosa normalmente insopportabile: ascoltare qualcuno che sa sempre come avere l’ultima parola.



