Trappola Mortale

Deathtrap - Sidney Lumet, 1982


Voto medio: 4,17
(12 voti totali)

Film da vedere consigliato da

DURATA: 116 minuti
GENERE: Commedia, Grottesco, Thriller
CAST: Dyan Cannon, Michael Caine, Christopher Reeve, Irene Worth, Henry Jones, Joe Silver, Tony Di Benedetto, Francis B. Creamer Jr., Stewart Klein, Jeffrey Lyons.

“Cara, anche se potrei essere capace di uccidere Clifford Anderson, non sono all’altezza del comportamento criminale di un produttore di Broadway.”

Un commediografo in crisi, una villa piena di armi antiche, un manoscritto perfetto e due uomini pronti a tutto pur di trasformare il successo teatrale in qualcosa di molto più pericoloso. Trappola Mortale sembra partire come un elegante thriller da camera, ma nel giro di pochi minuti diventa un gioco sadico di manipolazioni, ribaltamenti e doppi fondi da cui è quasi impossibile staccarsi. E la cosa più bella è che Sidney Lumet non prova mai a “cinematografare” troppo il materiale originale: lascia che il film resti profondamente teatrale, costruito sui dialoghi, sugli sguardi, sulle pause e sul piacere puro della recitazione. È proprio lì che nasce il fascino enorme di questo piccolo capolavoro dimenticato degli anni Ottanta.

Michael Caine e Christopher Reeve sono semplicemente straordinari. Il primo si diverte a incarnare un uomo brillante, velenoso, ironico e profondamente frustrato, mentre Reeve sfrutta il suo volto rassicurante per creare un personaggio ambiguo e imprevedibile. Tra i due si crea una tensione continua che tiene in piedi praticamente tutto il film, e ogni conversazione sembra una partita a scacchi dove nessuno dice davvero quello che pensa. Anche Dyan Cannon, nei panni della moglie Myra, aggiunge un nervosismo quasi grottesco che contribuisce a rendere l’atmosfera ancora più instabile, mentre Irene Worth ruba la scena ogni volta che compare con la sua irresistibile sensitiva Helga Ten Dorp.

La cosa incredibile di Trappola Mortale è che funziona ancora oggi benissimo proprio perché non punta sull’azione o sui colpi di scena fini a sé stessi, ma sul piacere della costruzione narrativa. Ogni dialogo nasconde qualcosa, ogni scena sembra preparare la successiva, e il film gioca continuamente con il confine tra finzione e realtà, tra teatro e vita, tra scrittura e omicidio. È quasi un pezzo di teatro filmato nel senso più nobile possibile del termine: elegante, cattivo, spiritoso e intelligentissimo. Non a caso molti lo accostano a Gli Insospettabili (altro capolavoro da recuperare), ma qui c’è un’ironia più velenosa e una componente metateatrale ancora più affascinante.

E poi c’è tutta la vicenda del celebre bacio tra Michael Caine e Christopher Reeve, che all’epoca fece enorme scalpore e contribuì persino a danneggiare gli incassi del film negli Stati Uniti. Oggi quella scena colpisce soprattutto per quanto fosse avanti rispetto al cinema mainstream del periodo, inserita non come provocazione gratuita ma come parte naturale della dinamica tra i personaggi. Anche per questo Trappola Mortale è un film che merita davvero di essere riscoperto: un thriller sofisticato, ironico e pieno di invenzioni, capace di tenerti incollato fino all’ultima scena senza bisogno di effetti speciali o spettacolarità moderne. Uno di quei film che sembrano quasi scomparsi dalla memoria collettiva, ma che appena li recuperi ti fanno pensare: “com’è possibile che così poca gente ne parli ancora?”. Un capolavoro sconosciuto, consigliatissimo a chi ama il cinema di dialoghi, tensione e grandi attori.