Vita di Pi

Life of Pi, 2012 · Ang Lee

Avventura / Azione127 min

Naufrago su una scialuppa con una tigre del Bengala, il giovane Pi lotta per sopravvivere in un viaggio sospeso tra realtà, fede e immaginazione.

Recensione di

★★★★★ ★★★★★
Voto medio: 4,67
(85 voti totali)

“Io penso che la vita non sia altro che un atto di separazione, ma la cosa che crea più dolore è non prendersi un momento per un giusto addio.”

Vita di Pi parte come il racconto di un uomo adulto che prova a spiegare come sia sopravvissuto a qualcosa di quasi impossibile. Pi, abbreviazione di Piscine Molitor Patel, cresce a Pondicherry in una famiglia che gestisce uno zoo. È un ragazzo curioso anche sul piano spirituale, affascinato da religioni diverse e convinto che la fede possa assumere più di una forma. Quando il padre decide di vendere gli animali e trasferire la famiglia in Canada, quel mondo ordinato viene spezzato da un viaggio che cambierà tutto.

Durante la traversata la nave affonda e Pi si ritrova su una scialuppa con alcuni animali dello zoo. Dopo i primi momenti di caos, il suo compagno di sopravvivenza diventa Richard Parker, una tigre del Bengala il cui nome nasce da un vecchio errore burocratico. Da quel momento il film costruisce un rapporto stranissimo: Pi deve proteggersi dall’animale, ma allo stesso tempo la presenza della tigre gli impedisce di abbandonarsi alla disperazione. Sopravvivere significa trovare acqua, pescare, organizzare gli spazi, osservare il comportamento di Richard Parker e restare mentalmente attivo ogni giorno.

Suraj Sharma regge gran parte del film quasi da solo, circondato dall’oceano e da un animale creato in larga parte attraverso effetti visivi. Ang Lee trasforma questa situazione minima in uno spettacolo enorme, usando il mare come spazio realistico e insieme mentale. Ci sono notti illuminate da creature marine, cieli che sembrano fondersi con l’acqua e momenti in cui è difficile capire se stiamo guardando un ricordo preciso o il modo in cui Pi ha scelto di raccontarlo.

È proprio il racconto, alla fine, a diventare il centro di Vita di Pi. Il film chiede allo spettatore che cosa renda una storia vera, se bastino i fatti oppure se il modo in cui scegliamo di dare senso a ciò che abbiamo vissuto sia altrettanto importante. La dimensione spirituale non obbliga a una risposta precisa, ed è uno dei motivi per cui il finale continua a far discutere. Ang Lee adatta con grande sensibilità il romanzo di Yann Martel e costruisce un film spettacolare che non usa la bellezza visiva soltanto per stupire.

Il risultato ottenne quattro Oscar, tra cui regia, fotografia, effetti visivi e colonna sonora. Sono premi comprensibili, ma ridurre Vita di Pi alla tecnica sarebbe ingiusto. Sotto le immagini c’è una storia di lutto, sopravvivenza, fede e bisogno di raccontarsi ciò che è successo per riuscire a conviverci. È un film che va visto senza fretta e che probabilmente continua a lavorare nella testa anche dopo la fine. Il rapporto fra Pi e Richard Parker resta il ricordo più immediato, ma la domanda che rimane davvero è un’altra: quale storia scegliamo di credere quando entrambe provano a spiegare lo stesso dolore?

Scheda del film

Titolo originale
Life of Pi
Anno
Regia
Ang Lee
Durata
127 minuti
Cast
Suraj Sharma, Irrfan Khan, Tabu, Rafe Spall, Gérard Depardieu

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