Filmone italiano datato 2001, firmato da Gabriele Muccino. Difficile non averlo ancora visto, ma se così non fosse ci sono parecchi motivi per recuperarlo. L’Ultimo Bacio prende un gruppo di trentenni e li fotografa nel momento esatto in cui la giovinezza comincia a non essere più una scusa sufficiente. Muccino lo fa con il suo stile più riconoscibile, quello delle discussioni urlate, dei sentimenti portati al limite e dei personaggi che sembrano incapaci di parlarsi senza trasformare ogni conversazione in una resa dei conti.
Stefano Accorsi è Carlo, compagno di Giulia, Giovanna Mezzogiorno, e futuro padre apparentemente terrorizzato dall’idea che la propria vita abbia già preso una forma definitiva. L’incontro con la giovanissima Francesca, interpretata da Martina Stella al debutto cinematografico, diventa per lui una via di fuga più che un vero nuovo amore. Intorno, Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria e gli altri amici attraversano crisi sentimentali diverse ma collegate dalla stessa paura: diventare adulti senza essersene accorti.
Il film funziona perché non isola Carlo dal resto del gruppo. Le sue paure si riflettono negli amici e perfino nella generazione dei genitori, con Stefania Sandrelli e Sergio Castellitto coinvolti in un’altra crisi che rende evidente quanto crescere non significhi automaticamente diventare più sicuri di sé. A volte il volume emotivo è talmente alto da sfiorare la caricatura, ma è anche ciò che rende L’Ultimo Bacio immediatamente riconoscibile come film di Muccino.
Tradimenti, riconciliazioni e fughe non vengono presentati come grandi gesti romantici, ma come tentativi spesso infantili di rimandare una responsabilità. È questo che rende il film ancora interessante: dietro l’enfasi c’è un ritratto abbastanza feroce di uomini convinti di poter tenere aperte tutte le possibilità senza pagarne le conseguenze.
Se amate il cinema sentimentale italiano e non vi spaventa qualche litigio a volume decisamente alto, L’Ultimo Bacio resta un titolo importante da recuperare. Nella nostra Top 100 dei film romantici trovate altri percorsi, ma questo conserva una sua identità molto precisa: ansiosa, rumorosa e tremendamente italiana.
La forza del film sta anche nel suo carattere corale. Nessuna crisi resta davvero isolata e ogni personaggio sembra vedere negli altri una possibile versione del proprio futuro. Chi si sposa teme di aver scelto troppo presto, chi si separa teme di aver sbagliato tutto, chi resta solo invidia chiunque abbia ancora qualcosa da perdere. Muccino trasforma questa confusione generazionale in energia narrativa, anche quando eccede.
L’Ultimo Bacio è invecchiato in alcuni atteggiamenti e in certe dinamiche di genere, ma proprio per questo oggi è interessante anche come fotografia di un’Italia di inizio anni Duemila. Accorsi regge bene il centro del film perché Carlo non deve risultare simpatico a tutti i costi: è egoista, spaventato e spesso vigliacco, e il film funziona proprio quando non prova a nasconderlo.

