Neverland – Un Sogno per la Vita

Finding Neverland, 2004 · Marc Forster

Biografico / Drammatico101 min

L’incontro tra J.M. Barrie e una giovane vedova con quattro figli accende la fantasia dello scrittore e lo conduce verso la nascita di Peter Pan.

Recensione di

★★★★★ ★★★★★
Voto medio: 3,50
(8 voti totali)

“È solo un cane? Che orribile e mortificante parola, è come dire: non può scalare una montagna, è solo un uomo… o quello non è un diamante, è solo un sasso.”

Neverland – Un Sogno per la Vita parte da un momento della vita di James Matthew Barrie, autore di Peter Pan, e lo trasforma in un racconto sul bisogno di immaginare qualcosa che la realtà non riesce a offrire. Johnny Depp interpreta Barrie con grande delicatezza, mentre Kate Winslet è Sylvia Llewelyn Davies, madre di quattro bambini con cui lo scrittore stringe un rapporto sempre più profondo. Il piccolo Peter, interpretato da un bravissimo Freddie Highmore, è il più diffidente e il più difficile da conquistare.

Il film non va preso come una biografia rigorosa. Marc Forster usa liberamente il rapporto fra Barrie e la famiglia Llewelyn Davies per raccontare come esperienze, giochi e persone reali possano trasformarsi in materiale creativo. Dustin Hoffman interpreta il produttore Charles Frohman, Julie Christie la madre di Sylvia, mentre Radha Mitchell dà alla moglie di Barrie un ruolo importante nel mostrare quanto il suo rifugio nell’immaginazione abbia anche un prezzo nella vita adulta.

Neverland è soprattutto la storia di un uomo che non ha perso la capacità di guardare il mondo con gli occhi di un bambino, ma che deve confrontarsi con persone per cui la fantasia non può cancellare il dolore. Le scene in cui il gioco prende letteralmente forma sullo schermo funzionano perché il film non distingue sempre nettamente fra ciò che accade e ciò che Barrie immagina.

La colonna sonora di Jan A.P. Kaczmarek, premiata con l’Oscar, accompagna senza appesantire una storia già molto emotiva. E il rischio di diventare stucchevole c’è, ma Depp, Winslet e soprattutto Highmore mantengono tutto abbastanza umano da evitarlo quasi sempre.

Se siete troppo cinici per una storia del genere, ve la consiglio ugualmente. Neverland – Un Sogno per la Vita parla di lutto, crescita e creatività senza perdere quella sensazione infantile secondo cui una stanza può diventare una nave e un giardino un’isola. Sfido chiunque a non sentire almeno un piccolo moto di commozione quando realtà e immaginazione finiscono per incontrarsi.

La regia di Marc Forster funziona bene soprattutto quando evita di spiegare troppo. Una partita in giardino può diventare un’avventura, una stanza trasformarsi in un luogo fantastico e una rappresentazione teatrale assumere un significato completamente diverso per chi la sta guardando. Il passaggio fra realtà e immaginazione non serve soltanto a rendere il film più bello da vedere, ma mostra come Barrie osservi il mondo.

Freddie Highmore merita davvero una nota a parte. Peter è il bambino che meno vuole giocare e proprio per questo il rapporto con Barrie acquista peso. Depp non prova mai a rubargli la scena e il film trova i momenti migliori quando lascia semplicemente i due personaggi parlare, inventare o restare in silenzio. È lì che Neverland smette di essere un semplice biopic elegante e diventa qualcosa di molto più intimo.