Basic Instinct

Basic Instinct - Paul Verhoeven, 1992


Voto medio: 4,15

“Lei amava l’uomo che è stato ucciso?”
“No, mi piaceva scopare con lui.”

All’uscita di questo film avevo 9 anni ma la risonanza di questa pellicola-scandalo e la popolarità che ha avuto è stata tale da sconvolgere anche la mia tenera età. Credo di averlo visto qualche anno più tardi, ma da quel momento in poi la mia vita è cambiata: non sarebbe più esistita la principessa delle favole ma sua maestà Sharon Stone, una donna dominante, avvenente e mangiatrice di uomini. Insomma, l’antesignana delle MILF tanto osannate da qualche anno a questa parte.

Ma dimentichiamoci un attimo della protagonista assoluta del lavoro di Verhoeven per concentrarci brevemente sulla trama. Un poliziotto (Michael Douglas) viene incaricato di indagare su un delitto morboso avvenuto a San Francisco. Tutte le sue buone intenzioni verranno meno quando conoscerà l’ammaliante Catherine. Fatto il nostro dovere di bravi cineblogger possiamo ricominciare a pensare a Sharon, e nel farlo non possiamo dimenticarci di una delle scene più cult della storia del cinema mondiale: il famoso interrogatorio in cui la protagonista non indossa l’intimo (non fate finta di non sapere di cosa stia parlando). Tra le varie citazioni e remake di questa scena ricordo sempre con piacere la riproposizione parodistica degli stessi fotogrammi ad opera di un villoso Ezio Greggio ne “Il Silenzio dei Prosciutti”: ogni commento è superfluo.

Mi fermo qui, spero che questo film non sia una totale sorpresa, ma se lo fosse non vi deluderà: al di là dei risvolti erotici rimane comunque un ottimo thriller carico di tensione. Basic Instinct fu peraltro un totale successo al botteghino, raccogliendo un incasso tra i più alti di tutti gli anni ’90.

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