Complicità e Sospetti

Breaking and Entering, 2006 · Anthony Minghella

Drammatico120 min

Un architetto segue il giovane ladro che ha svaligiato il suo studio e conosce sua madre, rifugiata bosniaca. Minghella fa incontrare due Londre lontanissime.

Recensione di

★★★★★ ★★★★★
Voto medio: 3,43
(7 voti totali)

Non so nemmeno come si fa ad essere sinceri, è per questo che amo le metafore

Complicità e Sospetti è una pellicola del 2006 scritta e diretta da Anthony Minghella, che tornava qui a una sceneggiatura originale dopo molti anni di adattamenti. La trama è incentrata sulla crisi personale di Will, architetto interpretato da Jude Law, dopo l’incontro con Miro, un giovane ladro bosniaco che ha partecipato a una serie di furti nel suo studio. Will e il socio Sandy, interpretato da Martin Freeman, hanno trasferito l’attività nella zona di King’s Cross, a Londra, e l’impatto con quella realtà in trasformazione è decisamente traumatico. Dopo le intrusioni Will decide di sorvegliare personalmente l’ufficio, segue Miro fino a casa e finisce per conoscere sua madre Amira, una rifugiata bosniaca interpretata da Juliette Binoche. Da quel momento ciò che sembrava un problema di sicurezza diventa lo specchio di una vita privata già piena di crepe.

In questa produzione colpisce sicuramente la bravura degli interpreti, il loro coinvolgimento emotivo e la ricerca ostinata di felicità e normalità. L’importanza della famiglia, del sentirsi integrati e il comune sentimento di appartenere a qualcosa sono il combustibile che alimenta questo film drammatico. Will vive con Liv, interpretata da Robin Wright, e con Bea, la figlia adolescente di lei. La coppia si sta allontanando e Will sembra sentirsi sempre più estraneo dentro casa propria. Amira, dall’altra parte della città e della scala sociale, cerca di proteggere Miro e di costruire per entrambi una vita stabile dopo la fuga dalla Bosnia. Il rapporto che nasce fra Will e Amira non cancella queste differenze, anzi le rende ancora più evidenti e costringe il protagonista a confrontarsi con le proprie responsabilità.

Il film può risultare “piatto”, senza grandi colpi di scena, ma è proprio questo andamento lento che consente allo spettatore di analizzare i personaggi e focalizzare l’attenzione sulle loro interiorità e sulle loro infelicità. Minghella osserva famiglie che comunicano male, persone che cercano una via d’uscita e una Londra moderna in cui quartieri, culture e classi sociali finiscono continuamente per sfiorarsi senza capirsi davvero. Più che trasformare i furti in un thriller, li usa come porta d’ingresso verso qualcosa di intimo: il modo in cui una scelta apparentemente piccola può mettere a nudo una relazione, una paura o un senso di colpa.

Una nota particolare la meritano proprio le protagoniste femminili. Liv è una donna che sente il marito sempre più distante e cerca di tenere insieme un equilibrio familiare fragile; Amira è una madre profuga, sola con un figlio che vorrebbe proteggere dalle conseguenze delle sue azioni. Due donne molto diverse per estrazione sociale, nazionalità e abitudini, entrambe unite dalla sofferenza e dal desiderio di una normalità che continua a sfuggire. Juliette Binoche e Robin Wright danno al film quella densità emotiva che impedisce alla storia di ridursi al semplice percorso morale di Will. Non è il Minghella più spettacolare, ma è un film adulto, quieto e pieno di sfumature, da vedere soprattutto se amate i drammi che preferiscono osservare le persone invece di giudicarle.

Scheda del film

Titolo originale
Breaking and Entering
Anno
Regia
Anthony Minghella
Durata
120 minuti
Genere
Cast
Jude Law, Martin Freeman, Juliette Binoche, Robin Wright Penn, Ray Winstone

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