Italiano Medio

2015 · Maccio Capatonda

Commedia / Parodistico100 min

Giulio prende una pillola che riduce il cervello al 2% e diventa l’italiano medio secondo Maccio Capatonda. Una satira demenziale su TV, consumo e conformismo.

Recensione di

★★★★★ ★★★★★
Voto medio: 3,71
(24 voti totali)

“Io c’ho una cosa che ti può aiutare… Sai quella storia che usiamo solo il 20% del nostro cervello?”

Il primo lungometraggio di Maccio Capatonda non serve certamente per stabilire se costui sia un demente o un genio (probabilmente la risposta si avvicina a tutte e due le categorie), ma più semplicemente per vedere se il suo talento possa sforare i pochi minuti di gag alle quali siamo stati finora abituati. A chi non conoscesse Capatonda, al secolo Marcello Macchia, consiglierei vivamente una ricerca neanche troppo approfondita di una qualsiasi delle sue serie TV: si rischia però di rimanere incollati a YouTube per ore, persi nell’infinità degli sketch inscenati da lui stesso e dalla sua “banda” di personaggi improbabili. La sua comicità è – spesso – qualcosa di veramente geniale, atta a far ridere di gusto sia il popolo in cerca di tormentoni sia il pubblico più raffinato, quello capace di cogliere le sottili ironie ed i numerosi giochi di parole di cui le messe in scena Capatondiane sono permeate. Italiano Medio è forse l’emblema di questa sua doppia amabilità, oltre che frutto di una delle sue produzioni più creative in assoluto: in origine era un finto trailer, di quelli prodotti per la Gialappa’s e Mai Dire, una parodia di Limitless con la presa in giro della nostra situazione cultural-nazionale. Difficilmente troverete qualcosa di altrettanto originale e divertente.

Se, come detto sopra, il film si ispira palesemente a Limitless, dove una semplice pillola poteva incrementare la capacità cerebrale dal fino al 100% di utilizzo, il nostro protagonista Giulio Verme non si pone il problema e ingurgita la pasticchetta che gli viene fornita dall’amico Alfonzo (l’immenso Herbert Ballerina – Luigi Luciano) e scopre solo dopo che in questo film il cervello non raggiunge il proprio massimo ma l’opposto, il 2%. Giulio diventerà così quello che Maccio Capatonda considera l’italiano medio, una maschera tutta nostrana piena di luoghi comuni che purtroppo di questi tempi risultano più che mai veritieri. Amante del trash, dai reality TV (che diventano pressochè ragione di vita) alla mondanità da VIP, il nuovo Verme risulta l’opposto di ciò che era in precedenza: estremamente ecologista, ambientalista, vegano, puritano e bacchettone. Anche questo ritratto è, a mio avviso, una presa per i fondelli ad un’italianità che fa l’alternativa, che crede di distinguersi dalla massa ma, di fatto, crea una nuova massa di modaioli. Tutto questo comunque creerà conflitto nella vita del personaggio, sia esteriore che interiore, dando un senso ed una morale ad un film altamente divertente. Un plauso anche a tutto il cast, dal già citato Herbert Ballerina al mitico Rodolfo D’Andrea e il suo “sguardo magnetico”!

Diciamocelo, sotto sotto siamo tutti un po’ italiani medi in ogni caso… anche perché è impossibile non cadere nella tentazione di ridere un po’ con gli amici dopo la visione del film a suon di “scopare” o “gliel’ho buttato”… Uniche cose che rimangono sulla bocca del vero italiano medio (che probabilmente non apprezzerà tutto il resto) o semplici battute autocitazioniste che rafforzano la stima nei confronti di uno degli autori contemporanei più intelligenti e divertenti. Spero vivamente che Capatonda non si fermi al primo “filMaccio”!

Scheda del film

Titolo originale
Italiano Medio
Anno
Regia
Maccio Capatonda
Durata
100 minuti
Cast
Marcello Macchia, Luigi Luciano, Enrico Venti, Lavinia Longhi, Barbara Tabita, Franco Mari, Gabriella Franchini, Francesco Sblendorio, Rodolfo D’Andrea, Matteo Bassofin, Anna Pannocchia, Nino Frassica

Temi e categorie