“Sorga Un Cavaliere!”
Le Crociate – Kingdom of Heaven è il grande affresco medievale con cui Ridley Scott torna al cinema storico dopo il successo di Il Gladiatore. Orlando Bloom interpreta Baliano, maniscalco francese segnato dalla morte della moglie che scopre di essere figlio del cavaliere Goffredo di Ibelin, Liam Neeson. Il viaggio verso la Terra Santa lo porta dentro una Gerusalemme fragile, dove cristiani e musulmani convivono sotto un equilibrio destinato a rompersi.
Edward Norton interpreta Baldovino IV, giovane re malato di lebbra che cerca di mantenere la pace, mentre Ghassan Massoud dà a Saladino una presenza calma e autorevole. Eva Green è Sibilla, Jeremy Irons Tiberias. Scott evita di ridurre il conflitto a una semplice contrapposizione fra una religione buona e una cattiva e insiste piuttosto sulle differenze fra chi vuole mantenere un equilibrio e chi usa la fede per giustificare ambizione e guerra.
La precisione storica non è assoluta e personaggi ed eventi vengono modificati per esigenze narrative, limite da tenere presente se cercate una ricostruzione rigorosa. Ma Scott usa quelle libertà per costruire un film sulla convivenza, sul fanatismo e sulla responsabilità di chi si trova a governare una città contesa. Le battaglie hanno grande scala, però le sequenze migliori sono spesso quelle in cui il film mostra quanto sia sottile la distanza fra pace e disastro.
La versione cinematografica uscita nelle sale era molto più corta, mentre il Director’s Cut di circa 194 minuti restituisce personaggi, motivazioni e passaggi narrativi fondamentali. È decisamente la versione che consiglio: nonostante la durata, scorre meglio proprio perché molte decisioni hanno finalmente il tempo di acquistare senso.
Fotografia, scenografie e musica trasformano Gerusalemme in qualcosa di vivo, non in un semplice fondale per le battaglie. Se amate il cinema storico e bellico, potete continuare con la nostra classifica dei film di guerra. Le Crociate – Kingdom of Heaven, soprattutto nella versione integrale, resta uno dei film di Ridley Scott più interessanti da rivalutare.
Orlando Bloom è forse l’elemento meno travolgente di un cast molto ricco, ma Baliano funziona proprio perché viene usato come punto d’ingresso in un mondo molto più grande di lui. Sono personaggi come Baldovino, Saladino, Sibilla e Tiberias a dare al film la sua profondità politica e morale. Edward Norton, quasi sempre nascosto dietro una maschera, riesce in particolare a lasciare un’impressione fortissima con pochissimo.
Scott sa poi come rendere spettacolare una battaglia senza perdere completamente di vista le persone che la combattono. Assedi, mura, cavalleria e città hanno un peso fisico che rende il film ancora oggi molto più convincente di tanti kolossal pieni di immagini digitali. La versione integrale è lunga, sì, ma è proprio quella durata a permettere al film di respirare e di diventare qualcosa di più di un semplice racconto di guerra religiosa. È uno di quei casi in cui la versione estesa non sembra un’aggiunta per completisti, ma quasi il film che avrebbe dovuto uscire fin dall’inizio.

