Maps To The Stars

Maps to the Stars - David Cronenberg, 2014


Voto medio: 3,79

Film consigliato

DURATA: 112 minuti
GENERE: Drammatico
CAST: Julianne Moore, Mia Wasikowska, John Cusack, Robert Pattinson, Olivia Williams.

“Sui gradini della morte scrivo il tuo nome, libertà.”

Nel 2014 David Cronenberg porta su grande schermo una denuncia sull’imperfetto universo hollywoodiano e lo fa come sempre a suo modo: “Maps To The Stars” fu criticato e immediatamente etichettato come un film debole e non all’altezza dei precedenti lavori del regista, eppure secondo il mio modesto parere è una delle perle del decennio. I Weiss sono una ricca famiglia californiana i cui membri si dividono tra soldi, fama, sogni e desiderio di successo irrefrenabile. Stafford Weiss è un famoso terapista televisivo mentre la moglie Cristina si occupa della carriera del figlio tredicenne, già vittima di fantasmi e paranoie. La coppia ha in realtà un’altra figlia, Agatha, rimasta sfregiata dopo un incidente molti anni prima e tornata segretamente a Los Angeles. La ragazza fa amicizia con Jerome, autista di limousine, e in seguito diventa l’assistente personale di Havana Segrand, un’attrice sull’orlo del fallimento e ossessionata nel voler interpretare il ruolo che fu della madre nel remake di un grande film del passato.

Cronenberg schiaccia sull’acceleratore dandoci in pasto droga, alcool, sesso e linguaggio volgare, con lo scopo di enfatizzare tutto il marciume derivante dal mondo che presenta attraverso la sua macchina da presa. Il regista mostra allo spettatore come il cinema hollywoodiano sia secondo lui oramai morto e sepolto; la famosa scritta che giganteggia nell’acclamato quartiere di Los Angeles non è altro che la maschera di un benessere fittizio e di un ingranaggio estremamente egoista e meschino. Le celebrità presentateci, dietro alla loro appariscenza, nascondono in realtà abusi e turbamenti; l’invidia verso colleghi più giovani e famosi si trasforma in una malattia capace di sventrare chi ne soffre, la paura di fallire e il voler essere sempre sulla cresta dell’onda, anche quando i protagonisti sono poco più che bambini.

L’opera di Cronenberg è una pura parodia del meccanismo malato nel quale molte giovani promesse e star fallite si trovano a dover combattere per garantirsi le attenzioni e le continue conferme dai loro seguaci e dalle case di produzione. L’intero cast è perfettamente integrato nella “giostra” e coordinato magistralmente dalle sapienti mani del regista; Julianne Moore è in forma smagliante e anche qui ritroviamo il mini-sodalizio tra Cronenberg e il poliedrico Robert Pattinson.

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