Nella Repubblica di Salò, quattro potenti sequestrano giovani e li sottopongono a violenze rituali. Pasolini usa de Sade per attaccare potere e consumo.
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Il cinema di Pier Paolo Pasolini guarda il proprio tempo attraverso forme che rifiutano di assomigliarsi. I suoi film possono partire da volti e luoghi reali, interrogare il desiderio oppure ricorrere al mito per rendere visibili conflitti del presente. Il sacro e la materialità dei corpi non si escludono: spesso è dalla loro vicinanza che nasce la forza delle immagini.
All’invenzione narrativa si affiancano documentari e appunti, nei quali osservare e fare domande diventano parte del lavoro cinematografico. Potere, convenzioni e trasformazioni sociali sono affrontati senza cercare una posizione comoda per lo spettatore. Le recensioni qui raccolte offrono accessi diversi ai film di Pasolini presenti sul sito, indicando tono e difficoltà di ciascuna visione.
5 film recensiti
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Medea tradisce la propria terra per Giasone, ma l’amore cede al tradimento e alla vendetta. Pasolini oppone mito arcaico e ragione borghese.
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Pasolini attraversa l’India cercando volti e luoghi per un film mai realizzato. Gli appunti diventano un dialogo tra mito, povertà e cinema ancora da inventare.
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Un ospite misterioso seduce ogni membro di una famiglia borghese e poi scompare. Pasolini lascia dietro di sé identità spezzate e certezze senza più appigli.
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Pasolini attraversa l’Italia anni ’60 chiedendo a persone comuni cosa pensino di sesso, matrimonio e omosessualità. Un paese si confessa davanti alla camera.
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