Una Lunga Domenica di Passioni

Un long dimanche de fiançailles, 2004 · Jean-Pierre Jeunet

Drammatico / Guerra134 min

Mathilde rifiuta di credere che il fidanzato sia morto in guerra e parte alla sua ricerca. Amore, mistero e immagini visionarie nella Francia del 1917.

Recensione di

★★★★★ ★★★★★
Voto medio: 4,78
(143 voti totali)

“Mathilde è di natura allegra. Si ripete che se il filo non la riporta dal suo amato, pazienza, non è grave, ci si potrà sempre impiccare con quel filo”

Dopo Il Favoloso Mondo di Amélie, Jean-Pierre Jeunet continua il suo sodalizio vincente con Audrey Tautou, ancora una volta nei panni di una piccola grande sognatrice. Diversi sono i punti in comune tra le due pellicole — il gusto per i dettagli, i personaggi eccentrici, la voce narrante, una realtà sempre leggermente deformata dall’immaginazione — ma personalmente ritengo Una Lunga Domenica di Passioni superiore: un vero filmone che non ha nulla da invidiare alle grandi produzioni d’oltreoceano. Qui, però, la fantasia di Jeunet viene immersa in un contesto molto più duro, quello della Prima Guerra Mondiale.

Mathilde, caparbia ragazza affetta da poliomielite, si mette alla ricerca dell’adorato fidanzato Manech, scomparso durante la Prima Guerra Mondiale dopo essere stato condannato insieme ad altri soldati accusati di essersi feriti volontariamente per sfuggire al fronte. Tutti gli indizi sembrano dire che Manech sia morto nella terra di nessuno fra le trincee francesi, ma Mathilde si aggrappa a ogni dettaglio, testimonianza e contraddizione pur di dimostrare il contrario. Audrey Tautou le dà una testardaggine dolce ma tutt’altro che passiva: dietro l’aria fragile c’è una protagonista che non accetta la versione più semplice solo perché tutti gli altri l’hanno già accettata.

Lungometraggio sicuramente ad alto contenuto romantico, molto delicato e raffinato, che riesce a combinare scene di guerra crude e spettacolari con una storia stravagante, improbabile e puntellata di trovate bizzarre. Jeunet passa dalle trincee fangose agli appartamenti parigini, dagli interrogatori ai ricordi, senza perdere quella cura visiva quasi ossessiva che aveva già reso riconoscibile Amélie. La fotografia calda, i colori leggermente irreali e la struttura da indagine trasformano la ricerca di Manech in qualcosa che sta a metà fra melodramma, mistero e racconto di guerra.

Il film è tratto dal romanzo omonimo di Sébastien Japrisot e funziona proprio perché non riduce tutto alla domanda “Manech è vivo oppure no?”. Quello che conta è vedere fino a che punto Mathilde sia disposta a spingersi per non rinunciare a un’intuizione che nessun altro considera razionale. Intorno a lei si muove una galleria di personaggi memorabili, ciascuno portatore di un frammento di verità, e persino le digressioni contribuiscono a costruire il senso di un conflitto che ha spezzato vite ben oltre il campo di battaglia.

Una Lunga Domenica di Passioni è quindi ideale per chi cerca un film romantico ma non vuole una semplice storia d’amore. Ha guerra, mistero, umorismo nero, dolore e una protagonista ostinata abbastanza da trascinare con sé lo spettatore fino alla fine. Se vi era piaciuto Il Favoloso Mondo di Amélie, qui ritroverete lo stesso autore con un respiro molto più ampio e drammatico. La guerra non è mai soltanto sfondo romantico: lascia corpi, silenzi e vite spezzate, e proprio questo rende ancora più ostinata e commovente la fiducia di Mathilde.

Scheda del film

Titolo originale
Un long dimanche de fiançailles
Anno
Regia
Jean-Pierre Jeunet
Durata
134 minuti
Cast
Audrey Tautou, Gaspard Ulliel, Dominique Pinon, Clovis Cornillac, Marion Cotillard, Jodie Foster

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