“Mai detto una cosa simile!”
Le Tout Nouveau Testament (Il Nuovissimo Testamento) è un film di Jaco Van Dormael che segue, a distanza di sei anni, il brillante Mr. Nobody. Se quest’ultimo vi ha incantato (ed è impossibile non sia andata così), date un’opportunità anche a questa commedia, nonostante il genere sia completamente differente. Per la pellicola in questione, il regista torna alle proprie radici belghe e realizza un film su Dio, visto come un uomo di mezza età, scontroso e violento, il quale vive a Bruxelles con la figlia Ea e una moglie totalmente sottomessa. La ragazzina, stanca dei dettami del padre, seguirà le orme del fratello J.C. fuggendo nel mondo reale alla ricerca di nuovi apostoli che possano aiutarla a scrivere, appunto, un Nuovissimo Testamento. Ma solo dopo aver incasinato tutto il pianeta, rivelando ad ogni essere umano (tramite SMS) la propria data di morte!
Da questa trovata irresistibile prende forma una serie di incontri con persone diversissime, accomunate dalla voglia, spesso nascosta, di cambiare vita. Conoscere il giorno della propria fine non rende necessariamente tutti più saggi: c’è chi si libera finalmente delle proprie paure e chi, invece, non sa che farsene della nuova consapevolezza. Ea osserva il mondo con la curiosità di una bambina e una comprensione degli esseri umani che a suo padre sembra mancare del tutto. Il contrasto tra la sua dolcezza e la prepotenza divina è una delle idee più riuscite della storia.
Dio Esiste e Vive a Bruxelles mescola un umorismo molto ironico con il genere drammatico, in una produzione visivamente piacevole. La composizione di alcune scene ricorda vagamente Wes Anderson, senza sfociare nel plagio di stile, ma il punto forte è sicuramente la trama. Benoît Poelvoorde è uno spassoso Dio tirannico, mentre la giovane Pili Groyne dà a Ea una sensibilità che rende credibile perfino la premessa più assurda. E la moglie, interpretata da Yolande Moreau, non è soltanto una presenza silenziosa: il suo ruolo contribuisce a dare alla favola un gusto imprevedibile.
Il film è piuttosto edificante e spensierato e cerca di essere principalmente più d’intrattenimento che di critica religiosa, come il titolo potrebbe suggerire. Sotto la superficie giocosa, però, c’è una domanda interessante: come vivremmo sapendo esattamente quanto tempo ci rimane? Van Dormael risponde con fantasia, tenerezza e un pizzico di cattiveria verso le nostre abitudini più assurde. È una storia che può dare spunti di riflessione sul tema o che semplicemente impegna una serata-cinema in compagnia di un film totalmente originale e dispensatore di buon umore!

