Il Grande Gatsby

The Great Gatsby, 2013 · Baz Luhrmann

Drammatico / Romantico143 min

Nick Carraway entra nel mondo sfarzoso e misterioso di Jay Gatsby, ossessionato dal suo amore perduto per Daisy. Luhrmann tra lusso, desiderio e riscatto.

Recensione di

★★★★★ ★★★★★
Voto medio: 4,60
(281 voti totali)

“La mia vita deve puntare in alto, deve andare avanti!”

Il Grande Gatsby porta F. Scott Fitzgerald dentro il cinema iperbolico di Baz Luhrmann, già regista di Moulin Rouge!. Nick Carraway, interpretato da Tobey Maguire, arriva a Long Island negli anni Venti e finisce accanto alla villa di Jay Gatsby, misterioso milionario interpretato da Leonardo DiCaprio. Le feste che organizza sembrano non avere fine, ma dietro quell’enorme spettacolo c’è un obiettivo molto più semplice e molto più fragile: riconquistare Daisy Buchanan, amore del passato e cugina di Nick.

DiCaprio rende Gatsby affascinante e malinconico nello stesso momento. Ogni gesto di sicurezza sembra nascondere il bisogno disperato di dimostrare di essere finalmente diventato abbastanza per Daisy. Carey Mulligan, invece, evita di trasformarla in una semplice principessa da riconquistare. Daisy è parte del sogno di Gatsby, ma anche una persona cresciuta dentro un mondo di privilegi e convenzioni che lui continua a idealizzare.

Il film parla di ossessione, riscatto sociale e soprattutto del desiderio impossibile di ricostruire il passato esattamente come lo ricordiamo. Luhrmann rende tutto enorme: colori, champagne, automobili, ville e feste sembrano usciti da un sogno troppo costoso per essere vero. È una scelta coerente con Gatsby, che ha costruito ogni dettaglio della propria vita come una scenografia destinata a impressionare una sola persona.

La colonna sonora mescola jazz e musica contemporanea, compreso hip hop, con un effetto che può spiazzare ma che appartiene pienamente allo stile del regista. L’obiettivo non è ricostruire gli anni Venti in modo museale, quanto restituire allo spettatore moderno l’energia, l’eccesso e la sensazione di ricchezza incontrollata di quell’epoca.

Il Grande Gatsby non è una trasposizione discreta e non vuole esserlo. Se amate Luhrmann, DiCaprio e i melodrammi visivamente esagerati, è difficile non farsi trascinare. Sotto lo spettacolo resta però qualcosa di molto triste: Gatsby può comprarsi quasi tutto, tranne il tempo perduto. Ed è proprio questa contraddizione a rendere il film più interessante delle sue feste.

Nick è fondamentale perché osserva Gatsby dall’esterno e ne rimane affascinato proprio mentre comincia a capire quanto sia fragile il mondo che ha costruito. Tobey Maguire interpreta bene questa posizione da testimone, mentre Joel Edgerton dà a Tom Buchanan una sicurezza aggressiva che rende evidente la differenza fra chi appartiene da sempre a quel privilegio e chi, come Gatsby, ha dovuto inventarselo.

Luhrmann non nasconde mai il carattere melodrammatico della storia. Lo amplifica con scenografie, montaggio e musica fino a rendere ogni emozione enorme. Non sarà la versione ideale per chi cerca Fitzgerald in forma sobria, ma è coerentissima con il tema dell’apparenza e con un protagonista che ha trasformato la propria vita in una gigantesca messinscena.

Anche il verde della luce oltre la baia torna come simbolo semplicissimo e potentissimo di qualcosa che sembra sempre vicino ma resta irraggiungibile. Luhrmann lo sottolinea molto, ma in un film così dichiaratamente eccessivo non stona affatto. Anzi, diventa quasi il riassunto visivo dell’intera ossessione di Gatsby.