Saw – L’Enigmista

2004 · James Wan, Darren Lynn Bousman

Horror / Thriller100 min

Due uomini si svegliano incatenati in un bagno con un cadavere tra loro e regole precise da seguire. James Wan costruisce l’orrore come un enigma a tempo.

Recensione di

★★★★★ ★★★★★
Voto medio: 3,73
(126 voti totali)

Dr. Gordon è arrivato il tuo momento. Ogni giorno della tua vita professionale hai dato a qualcuno la notizia che presto sarebbe morto. Adesso sarai direttamente tu la causa della morte. Il tuo obbiettivo in questo gioco è uccidere Adam. Hai tempo fino alle sei per farlo.

Saw – L’Enigmista è uno di quei casi in cui il mito rischia quasi di mangiarsi il film. Tutti si ricordano “quella scena del piede”, il sangue, l’urlo, il trauma adolescenziale di mezza generazione. Però la cosa bella, e anche un po’ bastarda, è che James Wan quella scena la costruisce più di quanto la mostri davvero. Non ti mette la macchina da presa lì a godersi lo splatter: ti fa sentire il dolore, ti chiude in quella stanza lurida insieme a due uomini incatenati e lascia che siano il montaggio, il suono e la disperazione a fare il resto. È anche per questo che Saw del 2004, scritto da Leigh Whannell e interpretato fra gli altri da Cary Elwes, Danny Glover e Tobin Bell, regge ancora così bene. Sotto la fama da capostipite del torture horror c’è un thriller a incastro, secco, cattivo, costruito con l’astuzia di chi aveva pochi soldi e idee molto chiare. Se ti piacciono gli enigmi claustrofobici di Cube – Il Cubo, qui troverai una parentela piuttosto inquietante.

Ed è qui che il film diventa ancora più interessante, perché la vera goduria sta anche nel chiedersi: come diavolo l’hanno tirato fuori? Il bagno in cui si svolge gran parte della storia fu girato in appena sei giorni, praticamente come se fosse un piccolo assedio produttivo, e questa fretta si sente in senso buono: la tensione non ha il tempo di rilassarsi. Tobin Bell, poi, si prestò a una delle idee più assurde della produzione: rimase per giorni quasi immobile sul pavimento del set, perché un corpo finto credibile sarebbe costato troppo. Il motivo preciso è meglio scoprirlo guardando il film. È una di quelle soluzioni che fanno sorridere per follia e insieme fanno ammirare il cinema per testardaggine. Anche la famigerata scena della sega lavora così: non è la scena “più grafica del mondo”, è una scena furba, dove il trucco pratico, il sangue finto e soprattutto la recitazione vendono l’illusione molto più dell’esibizione. In altre parole, Saw non è diventato un cult solo perché sciocca: è diventato un cult perché trasforma i limiti in linguaggio.

Certo, oggi si vedono anche le sue rughe. Alcuni dialoghi sono sopra le righe, certi passaggi polizieschi hanno il passo del thriller primi Duemila e chi arriva alla saga partendo dai capitoli più estremi potrebbe persino restare sorpreso da quanto il primo Saw sia, in fondo, “piccolo”. Ma proprio lì sta il suo fascino. Non è ancora la macchina industriale delle trappole sempre più elaborate: è un film sporco, nervoso, con una grande idea centrale e con la faccia tosta di portarla fino in fondo. E soprattutto è uno di quei casi in cui conoscere il dietro le quinte aumenta il piacere invece di rovinarlo: capire quanto artigianato, improvvisazione e ingegno ci siano dietro quelle immagini ti fa apprezzare ancora di più il risultato. Se ami l’horror che ti mette addosso tensione prima ancora che disgusto, Saw – L’Enigmista resta assolutamente un film da vedere. Se invece non sopporti la sofferenza fisica o i giochi psicologici costruiti per farti stare male, ecco, almeno sai a cosa vai incontro.

Scheda del film

Titolo originale
Saw
Anno
Regia
James Wan, Darren Lynn Bousman
Durata
100 minuti
Genere
Cast
Danny Glover, Monica Potter, Cary Elwes, Michael Emerson

Temi e categorie