Siamo alla fine degli anni Settanta. Jackie Moon, interpretato da Will Ferrell, è una meteora della musica che si è arricchita con la sua unica hit, Love Me Sexy. Con quei soldi ha comprato i Flint Tropics, mediocre squadra della ABA di Flint, Michigan, e naturalmente non si limita a fare il proprietario: è anche presidente, allenatore, giocatore e soprattutto promoter. Le sue idee per attirare pubblico alle partite sono spesso molto più creative del gioco della squadra, ed è proprio lì che Semi-Pro trova alcune delle gag migliori.
La lega è in crisi e la fusione con la NBA minaccia di lasciare i Tropics fuori dal basket professionistico. Il film prende spunto da un passaggio reale della storia del basket americano, la fine della ABA e l’ingresso di alcune franchigie nella NBA, ma i Flint Tropics e Jackie Moon sono completamente inventati. Questo gli permette di usare il contesto storico senza dover essere fedele a una squadra vera: divise improbabili, promozioni assurde, palazzetti semivuoti e atmosfera da disco music diventano parte della stessa caricatura nostalgica degli anni Settanta. Jackie deve quindi trasformare una squadra quasi folkloristica in qualcosa di abbastanza competitivo da meritarsi un futuro. Per farlo ingaggia Ed Monix, interpretato da Woody Harrelson, ex giocatore NBA molto più esperto ma anche abbastanza disilluso. È il classico incontro fra due opposti: Jackie vive di spettacolo, promozione e improvvisazione, Monix vorrebbe semplicemente insegnare alla squadra a giocare davvero a basket.
Semi-Pro è tagliato su misura per l’istrionico Will Ferrell e si vede che si diverte un sacco. Smorfie, urla, canzoni, costumi e trovate pubblicitarie fanno parte dello stesso personaggio, ma il film non è soltanto per appassionati di basket. Anzi, prende in giro proprio il vecchio stile di gioco e l’atmosfera un po’ sgangherata della ABA degli anni Settanta. Perfino l’alley-oop diventa materia da commedia quando Jackie e i suoi compagni lo trattano come se avessero appena inventato una rivoluzione sportiva.
André Benjamin degli Outkast completa bene il gruppo nei panni di Clarence “Coffee” Black, giocatore talentuoso con ambizioni decisamente più grandi della squadra. Semi-Pro non è un capolavoro e alcune gag sono volutamente stupide, ma rimane una commedia originale, divertente e perfettamente immersa nell’epoca della disco music. Ideale per una serata in compagnia, soprattutto se vi piace Will Ferrell quando gli viene concesso di essere esattamente esagerato quanto vuole. Woody Harrelson gli offre anche il contrappeso giusto, più asciutto e disilluso, e impedisce al film di diventare soltanto una lunga sequenza di urla e parrucche. E quando finalmente la squadra comincia a giocare sul serio, la commedia guadagna anche un minimo di soddisfazione sportiva.

