Following

1998 · Christopher Nolan

Commedia / Drammatico69 min

Uno scrittore comincia a seguire sconosciuti per curiosità e incontra un ladro che lo porta molto oltre. Nolan debutta con un noir tutto incastri.

Recensione di

★★★★★ ★★★★★
Voto medio: 3,86
(7 voti totali)

Prima dei grandi budget e delle produzioni monumentali, Christopher Nolan aveva già voglia di giocare con il tempo e con le aspettative del pubblico. Qui lavora con pochissimi mezzi, in bianco e nero, e costruisce un piccolo labirinto narrativo in cui ogni dettaglio conta. Il protagonista non è un investigatore, ma un giovane aspirante scrittore che segue sconosciuti per strada, convinto di trovare nelle loro vite l’ispirazione che gli manca. Una curiosità apparentemente innocua, che però finisce per trascinarlo molto più lontano di quanto immaginasse.

“Quando sottrai qualcosa a qualcuno, gli mostri quello che aveva”

Forse ai meno appassionati questo titolo risulterà sconosciuto, per quanto mi riguarda, dopo averlo scoperto e visionato, posso esserne certo: il regista di Il Cavaliere Oscuro e di Inception già all’esordio si dimostra un fuoriclasse. Following è infatti il primo lungometraggio di Nolan, pellicola in bianco e nero di 69 minuti, il tanto che basta al regista inglese per incantarci.

La vicenda, breve ma ben articolata e ottimamente studiata, racconta di Bill che, con l’intento di trarre spunti per il suo lavoro (scrittore) o semplicemente per combattere la noia quotidiana e la solitudine, decide di pedinare la gente che incontra per strada, quelli che a suo dire possono avere qualcosa di curioso o morboso da nascondere. Sarà l’incontro con Cobb a sconvolgere la vita di Bill e a tramutare un curioso passatempo in un’ossessiva professione.

Il fascino di Following sta anche nel rapporto tra Bill e Cobb, un uomo molto più sicuro di sé che sembra conoscere perfettamente le debolezze altrui. Nolan gioca con la nostra fiducia: crediamo di aver capito chi conduce il gioco, poi un gesto o una conversazione ci costringono a rivedere tutto. Gli appartamenti, gli oggetti personali e le strade londinesi diventano elementi di un meccanismo che procede con una precisione sorprendente. Non ci sono inseguimenti spettacolari o effetti speciali, eppure la tensione non cala. Anzi, il formato essenziale finisce per rendere la storia ancora più credibile e disturbante. È uno di quei film che invitano subito a una seconda visione.

Già dalle prime immagini ci si rende conto di non essere di fronte ad una produzione tradizionale, bensì ad una pellicola girata in forma semiamatoriale e montata secondo i paradigmi che hanno consacrato lo stesso Nolan nel suo Memento. È infatti un montaggio contorto ma organizzato con sapienza a rendere eccellente questo prodotto, un susseguirsi di flashback che sconvolgono la successione temporale dell’episodio ma che ricompongono ogni tassello nella mente dello spettatore senza risultare troppo cervellotico. Spero di avervi incuriosito abbastanza, se siete stufi della solita “minestra” dategli un’occhiata!